PNALM

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) è uno dei più antichi d’Italia essendo stato istituito nei primi anni 20 per tutelare l’habitat di alcune tra le più importanti e minacciate specie Italiane.

Solo grazie all’istituzione del parco, infatti, specie quali il camoscio appenninico, il lupo appenninico e l’orso marsicano hanno evitato l’estinzione; ed è sempre grazie ai piani di reintroduzione partiti all’interno del parco che oggi il nostro Appennino è frequentato da cervi e caprioli che furono sterminati dalla caccia durante il secolo scorso.

Come è facile intuire, quindi, il PNALM è uno dei luoghi più interessanti di tutta Italia per qualunque amante della natura ed è una meta obbligata per chiunque desideri respirare un po’ di natura.

Coi bambini

Non fosse altro per la loro varietà i monti del PNALM sono una meta ideale per i bambini potendo offrire escursioni dalle più semplici e brevi alle più lunghe e complesse dell’Appennino.

E tutto questo senza contare la grande ricchezza in termini di flora e fauna che caratterizza tutta l’area e che ha portato all’istituzione del parco.

Nessun bambino resisterà al fascino di una pianta carnivora e men che mai resterà impassibile durante l’incontro con un camoscio o con un lupo.

Geografia: 

Il Parco, comprensivo di una zona di riserva vera e propria e di una zona di protezione esterna ricomprende una buona parte dei monti Marsicani, dei Monti della Meta e delle Mainarde. Senza entrare nel dettaglio di cosa è parco e di cosa non lo è in questa sezione e nelle escursioni ad essa riferite consideriamo il complesso di tutti questi gruppi rimandando al sito istituzionale del parco per quel che riguarda i suoi confini esatti e la sua zonazione.

Ai nostri fini, quindi, tratteremo all’interno della sezione PNALM tutta l’area delimitata:

  • dalla Valle Roveto a Sud Ovest
  • dalla Piana del Fucino e dalla valle del sagittario a Nord
  • dalla valle del Gizio e dagli altopiani maggiori d’Abruzzo a Nord Est
  • dalla Valle Comino e dalla Valle del Volturno a Sud

All’interno di questa ampia zona si estende una delle aree dall’orografia più complessa di tutto l’Appennino: basti pensare che oltre 50 delle circa 240 cime sopra i 2000 m dell’Appennino sono qui situate.

La complessità orografica e l’alto numero di cime presenti rende complessa e poco proficua una descrizione dettagliata di ogni singolo crinale e di ogni singola valle; per tale motivo preferiamo limitarci a fornire una visione d’insieme dell’orografia e della suddivisione dell’area nei vari sottogruppi separati da incantevoli vallate che la compongono.

In linea generale, possiamo suddividere  tutta l’area in due macro zone separate dalla valle del fiume Sangro che, nel tratto ricompreso tra Pescasseroli e il lago di Barrea, ha andamento Ovest-Est.
 Il settore a nord della valle del Sangro è composta da una serie di lunghe dorsali separate da altrettanto lunghe valli con andamento Nord Ovest - Sud Est, mentre il settore a Sud della valle è costituito da una lunga e splendida dorsale che, sempre con andamento NO-SE comprende la Camosciara, i monti della Meta e le Mainarde.  I due settori sono, tra loro, collegati dalla dorsale “Serra delle gravare” che, con un andamento O-E parallelo alla valle del Sangro si raccorda al Monte Tranquillo tramite il valico di Forca d’Acero.

Come accennato, la zona settentrionale è costituita da una  serie di dorsali parallele con andamento NO-SE. La dorsale più occidentale è quella di Serra Lunga che funge da raccordo coi monti Carseolani; inizia tra Capistrello e Luco dei Marsi e separa la Val Roveto da Vallelonga. Si tratta di una dorsale non molto alta ma dall’aspetto selvaggio il cui versante occidentale è sempre ripido e scosceso sulla Val Roveto che separa i monti del PNALM dagli Ernici. Da Capistrello prosegue con una lunghissima cresta che si eleva progressivamente fino a raggiungere la massima elevazione in località Tre Confini (1992 m slm). Dai tre Confini una brevissima dorsale secondaria conduce a Monte Cornacchia (2003 m slm) dove termina precipitando ripida sulla Val Roveto. La cresta principale, invece, prosegue fino a Monte Serrone (1929 m slm) dove termina digradando verso Campoli Appennino e da dove una breve cresta scende al Valico Schiena d’Asino per poi risalire verso il Rifugio di Iorio.

A Est della Vallelonga una seconda dorsale denominata Coppo dell’Orso si innalza dalla piana del Fucino, sopra Trasacco, e prosegue, parallela alla prima, formando le elevazioni di Monte Fontecchia (1932 m slm) e Monte Marcolano (1940 m slm). Dal Marcolano la linea di cresta piega a Est e raggiunge Rocca Genovese (1944 m slm) dove termina. Una serie di cime (Schiena di Cavallo, Monte delle Vitelle, Monte Ceraso) allineate da Nord a sud separate tra loro da profonde incisioni, collega Rocca Genovese al Rifugio di Iorio.

 Ancora più a Est, la valle del Giovenco e la parte superiore della valle del Sangro (che qui ha andamento NO-SE) separano la dorsale appena descritta da quella che, raccordandosi a Nord al gruppo del Sirente Velino, inizia ad Est della piana del Fucino e si innalza, sempre con direttrice  NO-SE, a formare le alte cime del Monte Argatone (2149 m slm) e della Terratta (2208 m slm) per poi culminare nell’ampia mole del Monte Marsicano (2245 m slm) con il quale termina precipitando ripida sulla valle del Sangro poco a valle di Opi.

Spostandosi ancora ad Est, oltre la valle del Sagittario, si snoda la successiva dorsale (sempre con andamento NO-SE) che, ormai definitivamente fuori dai confini del parco, forma la bella elevazione di Monte Genzana (2170 m slm) per poi abbassarsi e rialzarsi di nuovo a formare la maggiore elevazioni di tutta l’area: Monte Greco (2285 m slm), prima di terminare proprio a picco sulle gole del Sangro subito a valle del lago di Barrea.

Le creste attorno al rifugio di Iorio rappresentano uno snodo cruciale per l’orografia dell’area non solo perché, come già visto, costituiscono il punto di raccordo tra le due dorsali più occidentali del settore settentrionale del parco (quelle che racchiudono Vallelonga), ma anche perché è da qui che inizia la cresta che congiunge le montagne delle aree a Nord e a Sud del Sangro.

Dal rifugio di Iorio parte, infatti, la lunga e spettacolare cresta che raggiunge il Monte Tranquillo (1841 m slm) e la Serra del Re (1808 m slm) dai quali piega nettamente a Est, si allarga a formare un bell’altopiano e raggiunge il valico di Forca d’Acero oltre il quale risale a formar la cresta di Serra delle Gravare che raggiunge i monti della Camosciara.

L’orografia della zona a Sud del Sangro è sicuramente più semplice di quella che caratterizza il settore settentrionale già descritto. Tutta l’area, infatti è caratterizzata da una lunghissima dorsale principale, con alcune brevissime dorsali secondarie.

La dorsale principale parte dai monti della Camosciara e corre, da NO a SE, a formare le magnifiche elevazioni di Monte Petroso (2249 m slm), La Meta (2242 m slm) e Monte a Mare (2124 m slm) per poi terminare con l’elevazione di Monte Mare (2020 m slm) dalla quale si abbassa verso il Molise e le Montagne del Matese.

Tra le dorsali secondarie del gruppo vanno menzionate quella che staccandosi dalla Serra delle Gravare va a formare le elevazioni di Monte Bellaveduta (2061 m slm) e Rocca Altiera (2018 m slm) e quella che, partendo dal Monte a Mare forma le vette di Monte Greco (2039 m slm) e Monte Forcellone (2030 m slm).

Le escursioni

Anello della Rocca

Il percorso che, partendo da Pescasseroli, sale al rifugio di Iorio per poi proseguire in cresta toccando Picco la Rocca, Monte della Strega e Monte Pietroso e riscendere tra boschi e paesaggi rurali ormai abbandonati è uno spettacolare anello in una delle regioni più selvagge del PNALM, nel cuore delle terre dell’orso marsicano.

Anello delle Mainarde

Il grande anello che dai Prati di Mezzo costeggia le pendici di Monte Cavallo, percorre la cresta di Monte a Mare e della Metuccia fino al Passo dei Monaci per poi riscendere al punto di partenza è un superbo itinerario molto vario e poco frequentato che permette di attraversare alcune tra le più belle zone del’intero Appennino Centrale. Si tratta, tuttavia, di un escursione che per lunghezza, dislivello e difficoltà di orientamento è riservata ai più allenati ed esperti.

Anello di Monte del Campitello

Monte Campitello, nel settore settentrionale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise offre la possibilità di una piacevolissima escursione, facile e non faticosa che, girando intorno alla vetta, attraversa una serie di luoghi affascinanti, come il Ferroio di Scanno e i ruderi dei numerosi stazzi che una volta costituivano il cuore delle attività pastorali. Si tratta di un bel percorso adatto anche a chi non è particolarmente allenato, lungo il quale sarà tutt’altro che insolito imbattersi in qualche animale selvatico.

Anello di Monte Greco e Toppe del Tesoro

L’anello che permette di toccare le cime di Monte Greco e delle Toppe del Tesoro è un magnifico percorso che si svolge, in massima parte, nell’anello di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un percorso lungo e piuttosto faticoso che regala all’escursionista l’emozione di percorrere sentieri poco battuti alla ricerca di panorami mozzafiato e di una natura che, nonostante la presenza del comprensorio sciistico di Roccaraso sull’altro versante delle Toppe del Tesoro, ancora risente del beneficio della limitrofa area protetta.

Lago Vivo

Il Lago Vivo è uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un luogo di rara bellezza: un bel laghetto incastonato tra faggete sterminate ai piedi di alcune delle più selvagge montagne dell’intero Appennino. Quello che proponiamo è l’anello classico con salita dalla valle dell’Inferno e discesa tra i boschi sopra la valle del Rio Torto e il Lago della Montagna Spaccata.

Monte Bellaveduta

Il Monte Bellaveduta e Rocca Altiera, proprio al confine del PNALM, formano una breve dorsale secondaria proprio di fronte alla riserva integrale Camosciara-Petroso-Tartaro dalla quale sono separati dalla profonda e splendida Val Canneto. Si tratta di una cresta piuttosto anonima, ma che offre splendidi panorami sulla riserva e frequenti incontri con i camosci.

Monte Cavallo

Monte Cavallo (2039 m slm) è tra le cime più meridionali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Costituito com'è da una sottile e aerea cresta che separa due profonde vallate, offre, all'escursionista che ne voglia raggiungere la vetta, la possibilità di una breve ma aerea e vertiginosa passeggiata che regalerà emozioni indimenticabili.

Monte Forcellone

Monte Forcellone (2030 m slm) è tra le cime più meridionali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’ascesa alla vetta partendo dai Prati di Mezzo rappresenta una facile escursione che permette di osservare splendidi esempi di glacialismo e di carsismo.

Monte Marsicano da Pescasseroli

La salita al Monte Marsicano, nel cuore del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise è un grande classico dell’escursionismo appenninico. Dei tanti itinerari possibili, quello che proponiamo è un ampio anello con partenza da Pescasseroli che si svolge su terreni molto vari e attraversa aree rurali e zone isolate e selvagge, anche se molto frequentate dai flussi escursionistici. Facile , ma lungo e con un grande dislivello.

Monte Meta

Monte Meta (2242 m slm), posto al confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, è una meta escursionistica eccezionale. L’itinerario proposto si svolge in un ambiente naturale di prim’ordine dove non è impossibile imbattersi in lupi, orsi, cervi e camosci e dove le tracce del passato agropastorale della zona sono numerose e frequenti.

Serra Rocca Chiarano

Appena al di fuori dei confini del PNALM, a est del Marsicano e a nord del lago di Barrea, è la lunga dorsale della Serra Rocca Chiarano, quasi ignorata dai flussi escursionistici che prediligono il vicino e più alto Monte Greco. È un peccato perché si tratta di una montagna estremamente panoramica che può riservare grandi sorprese. Quello proposto è un percorso ad anello, non brevissimo, che permette di percorrerne quasi integralmente la dorsale.