Monte Tuonaco da Formia

Gradevole escursione che, partendo direttamente da Formia, conduce alla vetta di monte Tuonaco (1176 m). Non eccessivamente faticoso, nonostante il dislivello tutt'altro che trascurabile, è un itinerario lungo e solitario, molto vario che permette di ammirare alcune delle zone più aride e lunari degli Aurunci. Ideale dall'autunno alla primavera, è un percorso da evitare nei periodi più caldi.

Monte Nuria dal lago di Cornino

I monti Nuria e Nurietta sono due punti panoramici assolutamente eccezionali per raggiungere i quali si passa attraverso una grande varietà di ambienti e rappresentano, quindi, una meta eccellente per una facile escursione. Il percorso proposto, facile ma non brevissimo, passa attraverso il bel piano di Cornino con il suo laghetto in stile alpino, risale le pendici del Nurietta attraverso fitte faggete e, infine, raggiunge le due vette attraversando uno splendido altipiano fortemente segnato dal carsismo.

Monte Ginepro

Monte Ginepro, il più basso dei 2000 degli Ernici, è un meta considerata di secondaria importanza che riesce, tuttavia, a regalare interessantissime sorprese all’escursionista disposto a scostarsi un po’ dalle rotte più battute. L’anello proposto è un percorso poco frequentato ed estremamente vario che si svolge su sentieri poco battuti, ma molto evidenti e che attraversa innumerevoli ambienti diversi offrendo una buona panoramica della varietà che caratterizza gli Ernici.

Monte Velino da Capo Pezza

La salita al Velino dai Piani di Pezza è un’escursione varia e remunerativa che attraversa il cuore del gruppo Velino/Sirente. Si tratta di un’escursione facile, ma decisamente lunga e piuttosto faticosa che regala agli escursionisti alcuni tra i panorami più belli dell’Appennino e durante la quale è normale osservare l’elegante volo dei grifoni.

Il tracciolino di Annibale e Pizzo di Sevo

Il tracciolino di Annibale è uno dei percorsi più affascinanti dell’intero Appennino. Il motivo principale del suo interesse non risiede nella bellezza dei panorami e degli ambienti attraversati (pur eccezionali) e neppure è da cercare negli aspetti naturalistici (tutt'altro che trascurabili), ma è nascosto nel nome stesso del percorso; secondo la leggenda, infatti, è attraverso questo accidentato percorso che il grande condottiero cartaginese, non potendo passare per il più comodo ma ostile fondovalle, condusse le sue truppe dalla vittoria del Trasimeno a quella, ancor più grande, di Canne.

Monte Camicia da Fonte Vetica

Monte Camicia, la più orientale delle grandi vette del Gran sasso, è una montagna splendida che regala sempre grandi emozioni a chi decide di visitarla. I motivi di interesse sono molteplici: da quelli floro-faunistici (è qui che si trovano le stelle alpine e la rara Vipera ursinii) a quelli paesaggistici caratterizzati dalla forte dicotomia dei versanti settentrionale e meridionale della montagna: ripido e pietroso il secondo e assolutamente verticale il primo con le sue incredibili pareti alte oltre 1000 m e larghe circa 2 km, le più impressionanti dell’intero Appennino.

Monte Marsicano da Pescasseroli

La salita al Monte Marsicano, nel cuore del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise è un grande classico dell’escursionismo appenninico. Dei tanti itinerari possibili, quello che proponiamo è un ampio anello con partenza da Pescasseroli che si svolge su terreni molto vari e attraversa aree rurali e zone isolate e selvagge, anche se molto frequentate dai flussi escursionistici. Facile , ma lungo e con un grande dislivello.

Cima Lepri da S. Martino

Dalla chiesetta di S. Martino (che merita una visita) si imbocca la strada sterrata che parte a sinistra della chiesa. Senza possibilità di errore si segue sempre la strada fino al suo termine, sopra un’opera di captazione dell’ENEL. Dal termine della strada si segue il sentiero che, in breve, attraversa il fosso di S. Martino per poi risalire sul lato opposto, e proseguire per ampi prati fino ad un ampio costone erboso dal quale si gode di una bella vista sul Gorzano e dove il sentiero piega a sinistra e scende fino ad attraversare il fosso di Ciufficolle.

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