Monte Serrapopolo da Scandriglia

L’escursione che da Scandriglia porta alla vetta del Monte Serrapopolo passando per il convento abbandonato di San Nicola e la lunga cresta è, probabilmente, una delle escursioni più interessanti dell’intero gruppo dei Lucretili. Il suo fascino, in grado di ammaliare sia i bambini sia gli adulti, è dovuto principalmente alla varietà degli ambienti attraversati (dalle rovine del convento, ai fitti boschi, ai pascoli), ma anche alla bellezza del panorama che si gode dalla vetta.


Interessi per i bambini

L’escursione è molto interessante per la ricchezza degli ambienti attraversati e per la presenza delle rovine del convento. Con i bambini più piccoli è, probabilmente, meglio limitarsi a raggiungere le rovine rinunciando però alla parte più interessante del percorso dal punto di vista naturalistico.

Interesse Paesaggistico
Livello di interesse: 
Alto

Il panorama sui Lucretili che si gode dalla vetta affascinerà i ragazzi più grandi ma non affascinerà particolarmente i bambini. L’interesse principale per i più giovani sarà rappresentato dalle rovine del convento. Occorre fare, tuttavia, molta attenzione perché si tratta di un edificio instabile e pericolante all’interno del quale non ci si deve avventurare.

Interesse Naturalistico
Livello di interesse: 
Medio

I boschi e le radure attraversati sono particolarmente affascinanti, specialmente in primavera e in autunno. Alcuni alberi particolarmente maestosi che si incontrano lungo il percorso risulteranno molto affascinanti per i ragazzi più interessati agli aspetti naturalistici.

Descrizione

Traccia GPS: 
Galleria fotografica

Commenti

Questo itinerario è stata una grossa delusione: segni ed indicazioni quasi inesistenti, sentieri abbandonati a se stessi, Convento pericolante e di scarso interesse. Partiamo dall'inizio: nel paese non si trovano indicazioni della partenza del percorso, per cui è facile partire da un altra posizione rispetto a quella 'ufficiale'. Noi siamo partiti prendendo una carrareccia con molti sassi, che sale con dei tornanti fino al Convento di S. Nicola, il quale a mio avviso non ha nulla di interessante: non è un'edificio antico, è conservato malissimo, interamente coperto da rovi e non solo, con gli interni pericolanti. Oltretutto ai lati del sentiero hanno abbandonato diversi rifiuti, tra cui un lavandino e un bidé... Andando avanti si incontra l'unica parte interessante e ben segnalata, che si snoda attraverso un bosco e arriva in un punto dove troverete una staccionata che sviluppa alla vostra destra e dei segni su di un albero di fronte a voi. Dovrete spostare due piccoli tronchi ed attraversare la staccionata. Da qui, i segni scompaiono di nuovo e vi troverete di fronte ad un trivio: destra, sinistra oppure in alto a destra. Ci si aspetterebbe di trovare proprio in punti come questo delle indicazioni, qui completamente assenti. Il proseguimento giusto e quello leggermente in salita sulla destra, percorrendolo dopo un centinaio di metri troverete delle rare ma presenti tracce bianco-rosse. Proseguendo più avanti si apre una radura, dove di nuovo i segni scompaiono del tutto. Noi ci siamo arrivato nel tardo pomeriggio e abbiamo deciso di non proseguire perché troppo tardi e perché scoraggiati dalla poca segnaletica precedente. Che dire: è veramente un peccato che alcune zone del Lazio siano così trascurate, basterebbe qualche attenzione in più per dare vita ad una rete di itinerario davvero molto bella.