Inghiottitoio di Campo di Caccia

Come si vede bene dall’ingresso la grotta è un inghiottitoio attivo che assorbe le acque provenienti dalla vallata tra Monte San Marino e Monte Malaina.Il primo tratto, stretto, ha un andamento pseudo orizzontale formato da stretti meandri e quattro sifoni aperti solo nei mesi più asciutti.

Superato un piccolo approfondimento e una breve e franosa zona fossile la grotta intercetta delle evidenti fratture e cambia decisamente aspetto divenendo più ampia e assumendo un andamento verticale.

Una serie di ampi pozzi sempre più bagnati porta alla profondità di -457 m dove intercetta un grosso fiume (Rio Urubamba) che può essere percorso sia verso monte dove sgorga da un sifone perenne (-430 m) sia verso valle fino al sifone terminale alla profondità di 610 m.

Storia: 

L’inghiottitoi di Campo di Caccia fu scoperto nel 1949 a seguito dello sprofondamento dell’ingresso dopo un periodo di forti piogge. Le prime esplorazioni si conclusero a pochi metri dall’ingresso di fronte a un sifone di fango.

Solo nel 1960 alcuni speleologi dello SCR, trovarono il sifone aperto e poterono esplorare le anguste condotte iniziali fino a un secondo sifone.

Sempre lo SCR, nel 1990 riprende le esplorazioni superando un terzo pseudo sifone e fermandosi di fronte ad un saltino da 4 m.

Dal 1995 al 2001 la grotta è stata esplorata fino all’attuale fondo da speleologi di diversi gruppi (una volta tanto) in collaborazione tra loro.

Escursioni che conducono all'ingresso: