Vie ferrate con i bambini

Il sentiero del centenario sotto le Torri di Casanova

Attenzione: premessa obbligatoria ad un articolo come questo è che quelle riportate nel seguito sono solo considerazioni personali di un padre che ha accompagnato i propri figli sulle vie ferrate per alcuni anni e non sono le indicazioni di una guida alpina. Anche se frutto delle mie esperienze personali, tali indicazioni non possono essere in alcun modo considerate come una guida completa sull'argomento ne tantomeno possono essere considerate sostitutive della necessaria preparazione tecnica diretta che si può ottenere solo tramite i corsi di preparazione specialistici e tramite l'esperienza diretta acquisita sul campo seguendo per anni guide alpine o alpinisti esperti.
Tale articolo, quindi, si pone come un semplice complemento di tale preparazione volto più che altro a far riflettere gli adulti sulle problematiche specifiche che si incontrano accompagnando i bambini sulle ferrate prima di trovarcisi.

Fatta tale doverosa premessa, preciso subito che le vie ferrate non sono sicuramente il terreno di gioco più tranquillo per dei bambini, ma il superamento delle difficoltà che si incontrano su questi percorsi, l’ebbrezza del vuoto e la sensazione di star facendo qualcosa di veramente difficile sono solitamente uno stimolo senza pari.
Per bambini particolarmente attratti dall’alpinismo e dalla montagna, le vie ferrate rappresentano, inoltre, un buon modo per avvicinarsi all’alpinismo e all'arrampicata veri, quelli fatti di corde, nodi, moschettoni, rinvii, ecc. Tutte cose che normalmente esercitano un certo ascendente sui bambini.

Se è vero che il rischio zero non esiste mai, però, è altrettanto vero che più si verticalizzano i sentieri che andiamo a percorrere e più aumenta il rischio, specialmente se le difficoltà vengono affrontate senza un’adeguata preparazione e senza la consapevolezza di quel che si sta facendo.

Ma allora, è opportuno portare i nostri figli sulle ferrate o è meglio lasciar perdere e rimandare a dopo la maggiore età?
Secondo chi scrive vale assolutamente la pena provare, ma rispettando delle regole ben precise e solo se i bambini sono accompagnati da alpinisti esperti e su percorsi ben noti agli adulti.

Senza pretese di completezza, quindi, vediamo alcune regole da rispettare e cerchiamo di capire come ridurre al minimo i rischi e garantire non solo la sicurezza dei bambini, ma anche il mantenimento della salute psichica degli adulti perché spesso, per l’adulto che percorre una ferrata con i bambini, la giornata potrebbe essere tutt’altro che rilassante se non affrontata con tutte le precauzioni del caso.

La prima regola fondamentale, lo ho già detto ma è meglio ribadirlo, è che i bambini devono essere accompagnati da alpinisti esperti, se non lo siete, se non sapete cosa sia un rinvio, non sapete fare un mezzo barcaiolo o un prusik, non sapete armare un paranco o se quello che leggerete in questo articolo non vi risulta familiare, non vi avventurate su una ferrata con dei bambini, ma rivolgetevi a delle guide alpine: vi divertirete tutti di più, bambini e adulti.

Secondo punto fondamentale è l’attrezzatura: sulle ferrate si va solo con l’attrezzatura idonea; se non l’avete per voi o per i bambini, semplicemente non ci andate.

Terzo punto fondamentale è la scelta dell’itinerario: non tutti i bambini sono uguali e lo stesso vale per le vie ferrate. La prima cosa da fare, come sempre, è conoscere bene i bambini che si accompagnano: se un bambino soffre di vertigini o non ama la sensazione del vuoto perché trascinarlo su una ferrata a vivere un’esperienza terribile?
Se e solo se il bambino è propenso a questa esperienza, quindi, scegliete una via ferrata facile e alla sua portata, magari con possibilità di interruzioni e vie di fuga.
Non sembra inutile aggiungere che l’itinerario scelto deve essere, per l’accompagnatore, poco più di una passeggiata e che non ci si deve in alcun caso avventurare su ferrate non ben conosciute magari fidandosi del fatto che qualcuno ha detto che son facili. L’accompagnatore le deve conoscere bene in prima persona per por poterne valutare non solo la difficoltà oggettiva, ma anche quella soggettiva per un bambino magari non più alto di 1.20 m che non arriva ai corrimano in un passaggio altrimenti banale.

Prima di partire i bambini devono essere perfettamente a conoscenza dei nomi e del funzionamento di ogni singolo attrezzo prima di avventurarsi: i bambini non si dovranno mai trovare su una ferrata senza sapere cosa fare o come utilizzare l’attrezzatura in loro dotazione. Il modo migliore per farli imparare è iniziare con dei sentieri con solo qualche semplice passaggio attrezzato e portarli, qualche fine settimana, in un adventure park: non è la stessa cosa ma è divertente e alcuni concetti di base li avranno già appresi prima di trovarsi in parete, ad esempio che non si devono MAI sganciare in simultanea tutti i moschettoni che ci vincolano ai cavi di sicurezza.

La progressione dei i bambini, infine, non deve avvenire in sola auto sicura, ma per i motivi che vedremo nei successivi articoli, deve avvenire in cordata con l'adulto che  fa sicura ai bambini tramite una corda. Fermo restando, lo ribadisco, che i bambini devono farsi auto sicura.

Contrariamente a quanto spesso ritenuto, inoltre, è importante che i bambini siano assicurati con la corda anche nei tratti non attrezzati, ma esposti o difficili.

Riassumendo, ecco la lista delle regole irrinunciabili se si decide di andare per vie ferrate con un bambino:

  • L’accompagnatore deve essere un alpinista esperto
  • Adulti e bambini devono essere dotati di attrezzatura specifica
  • Si devono percorrere solo ferrate molto facili
  • Le ferrate percorse devono essere già note all’accompagnatore
  • L’utilizzo dell’attrezzatura deve essere insegnato ai bambini prima di affrontare una ferrata
  • I bambini devono sempre essere assicurati con una corda
  • I bambini devono essere assicurati anche nei tratti non attrezzati ma esposti o difficili