Velino-Sirente

Protetto da due parchi regionali (Parco del Velino/Sirente in Abruzzo e Parco della Duchessa nel Lazio) il gruppo montuoso Duchessa/Velino/Sirente rappresenta, per l'escursionista, uno dei gruppi montuosi più interessanti dell'intero Appennino. Caratterizzato da paesaggi aridi e lunari alle quote più elevate e da fitti boschi alle quote più basse offre innumerevoli possibilità adatte a ogni tipo di escursionista, dai trekking di più giorni attraverso itinerari anche piuttosto impegnativi alle brevi passeggiate prive di dislivello attraverso incantevoli altipiani carsici.

Coi bambini

Si tratta di montagne molto varie e sulle quali, quindi, non è difficile trovare itinerari adatti alle necessità e agli interessi di ciascun bambino.

In linea generale quello che affascina maggiormente gli escursionisti più giovani è l'aspetto selvaggio, a volte lunare, della zona centrale del gruppo nella quale, oltretutto è normale ossevare Grifoni, serpenti e per i più fortunati qualche lupo.

Unica accortezza da tenere è quella di pianificare attentamente l'itinerario in quanto molte delle escursioni più interessanti richiedono il superamento di dislivelli tutt'altro che trascurabili e non sempre alla portata dei bambini.

Geografia: 

Il gruppo trattato è piuttosto ben delimitato nel suo insieme per quel che riguarda i confini settentrionale, meridionale e orientale, mentre il suo limite nord-occidentale è piuttosto ambiguo così come lo sono le suddivisioni interne specialmente per quel che riguarda la separazione distinzione Duchessa - Velino. 
Da un punto di vista geomorfologico, infatti, i tre gruppi rappresentano un tutt'uno con i Monti del Cicolano dei quali rappresentano la prosecuzione sud-orientale e dai quali si distinguono più per le quote raggiunte e, quindi, per gli aspetti floro-faunistici che non per aspetti geografici.

Abbiamo, quindi, deciso di trattare separatamente i monti del Cicolano dal gruppo Velino/Sirente assumendo in modo arbitrario un'ipotetico confine segnato dalla Valle Amara per quel che riguarda il versante laziale e la valle del Raio nel versante abruzzese.

Fatta tale, doverosa, precisazione il gruppo ha nel complesso una forma triangolare così delimitato:

  • La valle dell'Aterno ne delimita il confine nord/orientale.
  • La piana del Fucino e la valle del Salto ne rappresentano il limite meridionale.
  • Le valli del Raio e la Valle Amara ne rappresentano il confine occidentale.

Anche la separazione interna tra i tre sottogruppi appare piuttosto arbitraria. Se infatti il confine Velino/Sirente è abbastanza chiaro vista la presenza dei grandi altipiani sulla direttrice Ovindoli-Rovere-Rocca di Mezzo, la separazione tra Velino e Duchessa appare quantomai dubbia essendo i Monti della Duchessa quelli sul versante laziale attorno all'omonimo denominati in tal modo in onore a Margherita d'Austria nel XVI sec.
Solitamente la separazione tra i due gruppi corre lungo la Valle di Teve, ma essendo le montagne appartenenti ad un unica unità geomorfologica che offre interessanti escursioni "combinate" abbiamo deciso di trattarle insieme.

Si tratta, comunque le si voglia chiamare e suddividere, di montagne dall'orografia complessa suddivisibili in due zone dall'aspetto morfologico distinto e separate dai grandi altipiani delle rocche e di Ovindoli.

La zona Occidentale è caratterizzata dalla presenza di più dorsali con orientamento NO-SE separate da profonde valli e grandi altipiani.

La dorsale più occidentale rappresenta anche la linea spartiacque principale ed è la prosecuzione sud-orientale dei Monti del Cicolano. Inizia con Monte Ginepro (1934 m) e Monte Morrone (2141 m), si sposta leggermente ad Est, prosegue con il Costone (2271 m), supera Punta Trento (2243 m) e Punta Trieste (2230 m) e arriva al Monte Magnola (2220 m) dal quale si abbassa sull'altipiano di Ovindoli. Lo spazio lasciato libero nello spostamento a oriente è colmato da due crinali secondari che conducono al Monte Murolungo (2184 m) il primo e alle elevazioni maggiori del gruppo, Monte Sevice (2355 m), Monte velino (2486 m) e Monte Cafornia (2424 m), il secondo.

Spostandosi a Est, si trovano le dorsali del Monte Puzillo (2174) e del Monte Rotondo (2062 m) separate da quella appena descritta dalla Valle dell'Asino e dai Piani di Pezza e alla quale si raccordano all'altezza del Costone.

Spostandosi ancora più a Est, l'ampio Piano di Campo Felice, separa dalla lunga dorsale di Monte Ocre (2209 m), Monte Cagno (2153 m) e Monte Cefalone (2142 m) che giunge fino al già citato Monte Rotondo prima di abbassarsi fino all'altipiano delle Rocche.

Alle pendici del Monte Magnola e Del Monte Rotondo, in direttrice Nord Sud sono i due ampi altipiani delle Rocche e di Ovindoli.

La zona a oriente di tali piani ha un'orografia molto più semplice essendo costituita quasi esclusivamente dalla lunga dorsale del Monte Sirente (2348 m) che ha inizio in corrispondenza del paese di Rovere ed è separata dal sottogruppo della Serra di Celano (1924 m) dalla gola omonima e dalla Val d'Arano.

La natura: 

L'ambiente estremamente vario e l'istituzione dei parchi ha permesso di mantenere o reinserire alcune specie animali di estremo interesse.

Per quel che riguarda i mammiferi la zona è popolata da alcuni tra i grossi mammiferi più interessanti emozionanti da incontrare quali il lupo e l'orso marsicano. Più comuni da incontrare sono il cervo e il capriolo. Facile inoltre incontrare le tracce di istrici, e gatti selvatici.

Tra gli uccelli, un posto d'onore spetta al Grifone presente con un buon numero di esemplari piuttosto facili da incontrare specialmente nelle parti centrali e più selvagge del gruppo. Comune anche l'incontro con rapaci più piccoli, corvi e fringuelli

Numerosi i serpenti tra i quali spicca la vipera orsini, piuttosto rara da incontrare.

Nei fontanili è, infine, normale osservare varie specie di tritoni, salamandre e rane.

Le escursioni

Anello del Morretano

L’escursione proposta permette di percorrere con un bel percorso ad anello le due creste che delimitano la valle di Morretano: quella del Puzzillo, affilata e aerea, a Nord Est e quella de La Torretta, ampia ed erbosa, a Sud Ovest. Si tratta di un percorso lungo ma non faticoso davvero magnifico grazie soprattutto all'ampia varietà degli ambienti attraversati e alla grande differenza tra le due creste percorse. Buona parte dell’itinerario di discesa si svolge in assenza di sentieri e richiede un buon senso dell’orientamento: per tal motivo deve essere evitato in caso di nebbia.

Anello del Morrone

Il Monte Morrone può essere raggiunto con uno splendido percorso ad anello che sale dalla valle Amara e scende verso Corvaro per ripidi pendii e isolati pianori. Si tratta di un itinerario fantastico, ambientato nel cuore della riserva della Duchessa, che regala splendidi panorami dai Sibillini agli Ernici. A causa della lunghezza e del dislivello tutt'altro che trascurabili, però, è riservato a persone motivate e ben allenate.

Anello di Monte Murolungo

L’anello che da Cartore sale al Murolungo per la val di Fua e il lago della duchessa per poi scendere dalla valle di Teve è un superbo itinerario che permette, non senza fatica, di ammirare splendidi panorami in una delle zone più caratteristiche del gruppo. Si tratta di un itinerario classico e molto frequentato, ma piuttosto lungo e discretamente faticoso, splendido per un adulto allenato, ma sicuramente inadatto ai bambini di qualunque età.

Capo Pezza

Capo Pezza è una tra le vette meno note dell’intero gruppo del Velino. Questo disinteresse è difficile da capire perché, tra le vette che fanno parte della lunga cresta che da Punta Trento arriva al Monte Magnola è probabilmente la cima che offre il panorama più interessante: non si tratta, certo, degli ampi panorami che offrono l'Orsello o il Velino stesso, ma Capo Pezza rappresenta il miglior balcone sulla splendida e selvaggia val Majelama.

Cimata di Puzzillo

Cimata di Puzzillo è la prima vetta della Cimata di Pezza, la lunga cresta che dal Rifugio Sebastiani arriva a Monte Rotondo, sopra l’Altipiano delle Rocche. Si tratta di una vetta secondaria e quasi ignorata dagli escursionisti se si eccettuano i collezionisti di 2000 e coloro che, dormendo al rifugio, vogliono raggiungere un vicino punto panoramico. Tale mancanza di considerazione è un vero peccato perché il lungo tratto di cresta compreso tra il rifugio e l’inizio degli impianti sciistici è insospettabilmente selvaggio e panoramico. L’escursione proposta percorre proprio questo tratto di cresta e può essere completato con la salita al Costone e, ovviamente, una sosta con pranzo al rifugio.

Fonte Canale dai Prati del Sirente

Gradevole itinerario che si svolge attraverso i bei piani carsici e le faggete subito sotto le pareti “dolomitiche” del versante N del Sirente. Si tratta di un percorso molto semplice e poco faticosa che si svolge integralmente su strade sterrate e ben si adatta ai giovani escursionisti alle prime armi. Il piano di canale caratterizzato da un piccolo laghetto è una meta ideale per un picnic.

Gole di Celano

Le gole di Celano sono uno spettacolare canyon intagliato tra la Serra di Celano e il Monte Etra. Le gole sono divise in due parti: la più alta che scende dalla Valle d’Arano fino alla fonte degli innamorati è riservata ai soli esperti di canyoning a causa delle difficoltà tecniche che presenta. La parte più bassa, invece, è uno spettacolare canyon con andamento sub orizzontale che con qualche accortezza può essere percorso da tutti.

Il Costone

Il monte Costone è costituito da una bella cresta semicircolare che congiunge due cime e racchiude tra le sue alte pareti un bell’anfiteatro glaciale. Posto proprio sopra il rifugio Sebastiani, può essere sia la meta di un gradevole itinerario della durata di una giornata con partenza da Campo Felice o dai Piani di Pezza sia la meta di una rapida passeggiata per chi pernotta al rifugio.

Monte Magnola da Ovindoli

La via più breve per salire alla vetta del Magnola. La salita si svolge per buona parte sui tracciati delle piste da sci e sulle strade di servizio e, nonostante, i bellissimi scorci sul Velino non è tra gli itinerari più adatti per far amare l'escursionismo a un bambino. Nella lunga discesa, abbandonata la cresta può presentare qualche problema di orientamento.

Monte Puzzillo per la cresta Nord Ovest

La via normale per salire al Monte Puzzillo è un bell’itinerario di cresta che offre grandi panorami e vari spunti di interesse per i bambini. Anche se non molto faticoso è un percorso piuttosto lungo riservato, quindi, ai bambini più allenati e motivati. Pur trattandosi di una cresta piuttosto lunga non risulta mai monotona grazie alla varietà dei territori attraversati e dei panorami offerti.

Monte Velino da Capo Pezza

La salita al Velino dai Piani di Pezza è un’escursione varia e remunerativa che attraversa il cuore del gruppo Velino/Sirente. Si tratta di un’escursione facile, ma decisamente lunga e piuttosto faticosa che regala agli escursionisti alcuni tra i panorami più belli dell’Appennino e durante la quale è normale osservare l’elegante volo dei grifoni.

Monti Cagno, Ocre e Cefalone

Estrema propaggine nord orientale del gruppo del Velino, il sottogruppo del Monte Ocre offre panorami eccezionali Sul Gran Sasso, sulla Maiella e su quasi tutte le vette principali del Velino-Sirente. L’itinerario proposto, piuttosto faticoso e non adatto ai bambini più piccoli e meno allenati, permette di raggiungere le tre vette del sottogruppo con un ampio e panoramico anello attorno alla bella valle di Settacque.

Rifugio "La Vecchia"

Il rifugio “La Vecchia” è sicuramente il bivacco più carino che conosciamo. Situato in posizione panoramicissima, circa a metà della lunga cresta che da Rovere porta al Sirente, può essere raggiunto (senza tanta fatica) con una gradevole passeggiata, ideale per i bambini che si stanno avvicinando alla montagna.

Rifugio Sebastiani da Campo Felice

Il rifugio Sebastiani, situato com'è nel cuore del gruppo del Velino, è un importante snodo per la sentieristica locale. Ottimamente gestito dalla cooperativa Equo Rifugio, il Sebastiani è il punto d'appoggio ideale per l’ascensione a buona parte delle cime del gruppo. La salita al rifugio Sebastiani da Campo Felice si svolge per buona parte su strada sterrata, è più semplice di quella dai Piani di Pezza ed è la più indicata in inverno, con la neve.