Ouso di Passo Pratiglio

L'ingresso dell'Ouso di Passo PratiglioCon i suoi 840 metri di profondità l’Ouso di Passo Pratiglio è, attualmente, la più profonda grotta del Lazio, nonché una delle più dure della regione. 

Il suo sviluppo può essere suddiviso in tre parti.
La prima parte, dall’ingresso fino alla profondità di 191 m, la grotta si presenta come una serie di pozzi verticali in rapida successione.
Da questo punto la grotta assume un andamento sub-orizzontale: ad un primo stretto meandro (Vicolo delle Madonne) segue una breve serie di pozzi e un secondo meandro (Meandro delle Murge) che si fa sempre più bagnato fino al vecchio fondo a -299 m.
Oltre il vecchio fondo, costituito da una condotta meandriforme di una decina di metri quasi completamente allagata (tra l’acqua e la volta c’erano, al momento dell'esplorazione, circa 4 cm d’aria), la grotta riprende un andamento decisamente verticale e precipita tra bagnatissimi pozzi e scomodi meandri fino alla profondità di circa 840 m, dove la grotta termina davanti a un profondo sifone.

Storia: 

La grotta è stata scoperta nel 1976 da speleologi dello Speleo Club Roma (SCR) che l’hanno esplorata fino a alla profondità di -81 m dove si sono fermati di fronte a una fessura intransitabile.

Nel 1996 altri speleologi dello SCR hanno allargato la fessura finale ed altre successive è hanno progredito fino alla profondità di -299 m dove si sono arrestati di fronte ad un quasi sifone: una condotta quasi completamente allagata con solo 1 cm d’aria tra la volta e la superficie dell’acqua.

Solo nel 2004 speleologi dell’Associazione Ricerche e Studi Demo-etno-antropologici superano il tratto allagato e proseguono le esplorazioni fino a raggiungere, nel 2006, un sifone posto a circa 840 m di profondità.

Escursioni che conducono all'ingresso: