Reatini

Famosi soprattutto per gli impianti sciistici del Terminillo, i monti Reatini rimangono, nonostante gli assalti continui subiti dall'edilizia selvaggia e dall'incuria delle Amministrazioni che insistono a puntare su modelli di sviluppo turistico ed economico fallimentari, delle montagne affascinanti e ricche di sorprese.
 

Coi bambini

Trattandosi di montagne molto varie offrono ai giovani escursionisti innumerevoli possibilità in grado di soddisfare tutti i gusti.
Le aree pedemontane, ricche di boschi, sono le uniche dove la natura resiste ancora piuttosto bene agli assalti degli speculatori e sono indicate per i più attenti alla fauna e agli aspetti naturalistici in generale.
Le aree più elevate offrono, invece, ampi panorami e mentre la zona centrale del Terminillo dall'aspetto vagamente dolomitico offre ai più spericolati la possibilità di toccare la roccia su facili itinerari alpinistici, le aree più periferiche sono in grado di soddisfare i più tranquilli, amanti delle passeggiate sui prati magari alla ricerca delle fioriture primaverili.

Geografia: 

L'area di maggior interesse per l'escursionista è delimitata a Nord Est dalla Conca di leonessa, a Est e a Sud dalla valle del Velino (percorsa dalla Salaria), a Ovest dalla Conca di Rieti e a Nord Ovest dalla Valle di Fuscello (percosrsa dalla SS 521).

Da Leonessa il gruppo si sviluppo con due dorsali parallele che racchiudono la bella e profonda Vallonina. Il crinale più occidentale si innalza con le dolci elevazioni del Monte Tilia (1775 m) e del Monte Corno (1735 m), si abbassa a formare alcune elevazioni minori e con un ampia curva verso ESt raggiunge la Cresta Sassetelli (2139 m) e, verso Sud, l'alevazione maggiore del gruppo, il Terminillo (2216 m), dal quale una breve cresta secondaria si stacca a formare il Terminilletto (2108 m).
La dorsale orientale, più lineare, si innalza da Leonessa in direzione Sud Est con una lunga cresta che raggiunge il Monte di Cambio (2081 m) dopo aver superato le elevazioni di Colle Prato Pecoraro (1817 m) e Monte Catabio (1731 m). Dal Monte di Cambio la cresta piega a Sud e superato il Monte i Porcini (1982 m) raggiunge la Sella di Leonessa con la quale ri raccorda alla dorsale occidentale.

Superata la sella, la cresta principale prosegue a formare il Monte Elefante (2015 m), piega a Nord Est e forma il Monte Brecciaro (1954 m) e il Monte Ritornello (1874 m) prima di scendere verso Sigillo. Racchiusa tra questa ultime montagne e una cresta secondaria, che partendo da Monte di Cambio forma il Monte Jacci (1853 m), è la bella Valle Scura.

Le escursioni

Anello del Morretano

L’escursione proposta permette di percorrere con un bel percorso ad anello le due creste che delimitano la valle di Morretano: quella del Puzzillo, affilata e aerea, a Nord Est e quella de La Torretta, ampia ed erbosa, a Sud Ovest. Si tratta di un percorso lungo ma non faticoso davvero magnifico grazie soprattutto all'ampia varietà degli ambienti attraversati e alla grande differenza tra le due creste percorse. Buona parte dell’itinerario di discesa si svolge in assenza di sentieri e richiede un buon senso dell’orientamento: per tal motivo deve essere evitato in caso di nebbia.

Anello del Morrone

Il Monte Morrone può essere raggiunto con uno splendido percorso ad anello che sale dalla valle Amara e scende verso Corvaro per ripidi pendii e isolati pianori. Si tratta di un itinerario fantastico, ambientato nel cuore della riserva della Duchessa, che regala splendidi panorami dai Sibillini agli Ernici. A causa della lunghezza e del dislivello tutt'altro che trascurabili, però, è riservato a persone motivate e ben allenate.

Anello della Rocca

Il percorso che, partendo da Pescasseroli, sale al rifugio di Iorio per poi proseguire in cresta toccando Picco la Rocca, Monte della Strega e Monte Pietroso e riscendere tra boschi e paesaggi rurali ormai abbandonati è uno spettacolare anello in una delle regioni più selvagge del PNALM, nel cuore delle terre dell’orso marsicano.

Anello delle Mainarde

Il grande anello che dai Prati di Mezzo costeggia le pendici di Monte Cavallo, percorre la cresta di Monte a Mare e della Metuccia fino al Passo dei Monaci per poi riscendere al punto di partenza è un superbo itinerario molto vario e poco frequentato che permette di attraversare alcune tra le più belle zone del’intero Appennino Centrale. Si tratta, tuttavia, di un escursione che per lunghezza, dislivello e difficoltà di orientamento è riservata ai più allenati ed esperti.

Anello di Monte del Campitello

Monte Campitello, nel settore settentrionale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise offre la possibilità di una piacevolissima escursione, facile e non faticosa che, girando intorno alla vetta, attraversa una serie di luoghi affascinanti, come il Ferroio di Scanno e i ruderi dei numerosi stazzi che una volta costituivano il cuore delle attività pastorali. Si tratta di un bel percorso adatto anche a chi non è particolarmente allenato, lungo il quale sarà tutt’altro che insolito imbattersi in qualche animale selvatico.

Anello di Monte Greco e Toppe del Tesoro

L’anello che permette di toccare le cime di Monte Greco e delle Toppe del Tesoro è un magnifico percorso che si svolge, in massima parte, nell’anello di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un percorso lungo e piuttosto faticoso che regala all’escursionista l’emozione di percorrere sentieri poco battuti alla ricerca di panorami mozzafiato e di una natura che, nonostante la presenza del comprensorio sciistico di Roccaraso sull’altro versante delle Toppe del Tesoro, ancora risente del beneficio della limitrofa area protetta.

Anello di Monte Murolungo

L’anello che da Cartore sale al Murolungo per la val di Fua e il lago della duchessa per poi scendere dalla valle di Teve è un superbo itinerario che permette, non senza fatica, di ammirare splendidi panorami in una delle zone più caratteristiche del gruppo. Si tratta di un itinerario classico e molto frequentato, ma piuttosto lungo e discretamente faticoso, splendido per un adulto allenato, ma sicuramente inadatto ai bambini di qualunque età.

Caldera de Taburiente

Il più classico itinerario del parco nazionale della Caldera de Taburiente è una splendida discesa che dal Mirador de los Brecitos attraversa una fitta pineta, raggiunge il cuore della caldera e scende attraverso il Barranco de las Angustias, permettendo di ammirare molte delle caratteristiche del luogo più famoso e frequentato dell’isola.

Capo Pezza

Capo Pezza è una tra le vette meno note dell’intero gruppo del Velino. Questo disinteresse è difficile da capire perché, tra le vette che fanno parte della lunga cresta che da Punta Trento arriva al Monte Magnola è probabilmente la cima che offre il panorama più interessante: non si tratta, certo, degli ampi panorami che offrono l'Orsello o il Velino stesso, ma Capo Pezza rappresenta il miglior balcone sulla splendida e selvaggia val Majelama.

Cascata della Morricana

La cascata della Morricana è un luogo splendido che, specialmente in primavera allo scioglimento della neve, ha un che di magico. L’escursione per raggiungerla è una breve e semplice passeggiata adatta a tutti che permetterà, con poca fatica, di raggiungere uno delle più interessanti cascate dei Monti della Laga.

Cima della Laghetta da Preta

L’anello di Cima della Laghetta da Preta è un percorso eccezionale sia perché si svolge in ambiente assolutamente selvaggio sia perché sfrutta le tracce di un’antica cultura della pastorizia che è incredibile pensare sia potuta esistere in un ambiente caratterizzato da una così spiccata verticalità. L’itinerario è grandioso con il panorama che aumenta pian piano facendo apparire lentamente tutte le vette della Laga e i gruppi dell’Appennino Centrale ma, date le sue caratteristiche, è adatto esclusivamente ad escursionisti molto esperti in grado di trovare la strada in assenza di qualunque traccia umana e avvezzi ai passaggi ripidi in ambiente esposto.

Cima delle Malecoste da Campo Imperatore

La cresta delle Malecoste, ben visibile da buona parte dell’aquilano, è il tratto dello spartiacque principale del Gran Sasso compreso tra l'omonima Cima delle Malecoste e Pizzo Cefalone. Si tratta di una lunga e aerea dorsale che precipita ripidissima verso Assergi da un lato e che offre splendide vedute sulla Valle Venacquaro dall’atro. Percorrere la cresta è un’esperienza di sicuro interesse grazie soprattutto ai bei panorami e alla scarsa frequentazione della parte finale della cresta. Le difficoltà del tratto compreso tra Pizzo Cefalone e Cima Giovanni Paolo II rendono, tuttavia, l’escursione alquanto selettiva e consigliata solo a escursionisti molto esperti.

Cima Lepri da S. Martino

Dalla chiesetta di S. Martino (che merita una visita) si imbocca la strada sterrata che parte a sinistra della chiesa. Senza possibilità di errore si segue sempre la strada fino al suo termine, sopra un’opera di captazione dell’ENEL. Dal termine della strada si segue il sentiero che, in breve, attraversa il fosso di S. Martino per poi risalire sul lato opposto, e proseguire per ampi prati fino ad un ampio costone erboso dal quale si gode di una bella vista sul Gorzano e dove il sentiero piega a sinistra e scende fino ad attraversare il fosso di Ciufficolle.

Cimata di Puzzillo

Cimata di Puzzillo è la prima vetta della Cimata di Pezza, la lunga cresta che dal Rifugio Sebastiani arriva a Monte Rotondo, sopra l’Altipiano delle Rocche. Si tratta di una vetta secondaria e quasi ignorata dagli escursionisti se si eccettuano i collezionisti di 2000 e coloro che, dormendo al rifugio, vogliono raggiungere un vicino punto panoramico. Tale mancanza di considerazione è un vero peccato perché il lungo tratto di cresta compreso tra il rifugio e l’inizio degli impianti sciistici è insospettabilmente selvaggio e panoramico. L’escursione proposta percorre proprio questo tratto di cresta e può essere completato con la salita al Costone e, ovviamente, una sosta con pranzo al rifugio.

Coladas de San Juan

Nel 1949 una colata lavica inizio a fluire verso il paese di san Nicolas. Fortunatamente, poco sopra il paese, la lava si divise e continuò a defluire ai lati del paese, lasciandolo integro. La facile escursione proposta permette di visitare ciò che resta della colata e di vedere le diverse tipologie di lava. Per gli amanti dei lunghi percorsi, inoltre, l'escursione può essere abbinata a quella della Cumbre Vieja per formare un percorso ad otto assolutamente eccezionale.

Corno Piccolo per la via Danesi

Bellissima salita che tramite una breve via ferrata permette di salire alla più aerea tra le vette del Gran Sasso. Si tratta di un itinerario difficile che richiede assoluta assenza di vertigini, fermezza di piede e padronanza nell'utilizzo dell’attrezzatura da via ferrata. Da percorrere solo con bambini fortemente motivati, allenati ed esperti più alti di 1,30 m.

Costa Nord: da Santo Domingo a Barlovento

La costa nord di La Palma è, senz’ombra di dubbio, la più selvaggia di tutta l’isola. L’itinerario descritto, che la percorre integralmente attraverso l’unione di quasi due tappe del GR-130, attraversa luoghi di rara bellezza in grado di regalare all’escursionista li attraversa un moltitudine sensazioni spesso inaspettate, prima fra tutte la solitudine. Si tratta sicuramente delle tappe più belle del GR-130 e di uno dei più begli itinerari di La Palma.

Cumbre Vieja

Superbo itinerario che permette di abbinare la visita della Colada de San Juan a quella delle cime più settentrionali cella Cumbre Vieja. Oltre all’interesse dei diversi fenomeni vulcanici che si incontrano sul percorso, l’escursione regala panorami eccezionali verso la Caldera de Taburiente e sull’oceano. Per gli amanti dei lunghi percorsi, inoltre, l'escursione può essere abbinata a quella della Coladas de San Juan per formare un percorso ad otto assolutamente eccezionale.

Da Bressanone a Carezza

Facciamo una digressione in alto Adige per proporre un trekking di sei giorni attraverso alcuni dei più noti gruppi dolomitici. L’itinerario proposto ricalca quello dell’alta via numero 2 dalle Odle al Sella per poi spostarsi sul Sassolungo e sul catinaccio. Un trekking fattibile anche con i bambini purché ben allenati e abituati a camminare in montagna e ad affrontare tratti esposti.

Da Monteflavio a Marcellina (o Palombara)

Il trekking di due giorni da Monteflavio a Marcellina (o a Palombara) che proponiamo permette di attraversare tutta la zona centrale dei Lucretili: il primo giorno l’itinerario si snoda attraverso la bella cresta del Pellechia e le valli intorno al casale Capo di Porco per poi raggiungere i pianori che caratterizzano la zona centrale dei Lucretili dove si pernotta. Il secondo giorno, più riposante, si sale alla vetta del Monte Gennaro per poi scendere, a seconda delle proprie necessità a Prato Favale o a Palombara.

Da Santo Domingo a El Jesús (Tijarafe)

La costa nord orientale di La Palma è un luogo affascinante e isolato che regala sensazioni di isolamento e panorami difficili da trovare altrove. Questo itinerario, che copre una tappa e mezza del GR 130, la percorre integralmente e permette di vedere i più vecchi alberi del drago dell’isola. La conclusione, proprio in corrispondenza, del birrificio “Isla Verde” permetterà di godere di un’ulteriore “delizia” dell’isola (non adatta a i bambini!) mentre si aspetta l’autobus.

Ferrata Sartor

La via ferrata Sartor è una delle vie ferrate ideali da percorrere con i bambini. Si tratta, infatti, di una via ferrata piuttosto semplice e senza tratti particolarmente vertiginosi che in poco tempo permette di salire alla vetta del Peralba dalla quale si gode di un panorama eccezionale.

Fonte Canale dai Prati del Sirente

Gradevole itinerario che si svolge attraverso i bei piani carsici e le faggete subito sotto le pareti “dolomitiche” del versante N del Sirente. Si tratta di un percorso molto semplice e poco faticosa che si svolge integralmente su strade sterrate e ben si adatta ai giovani escursionisti alle prime armi. Il piano di canale caratterizzato da un piccolo laghetto è una meta ideale per un picnic.

Forcella Duranno

Splendido itinerario che permette di raggiungere un balcone eccezionale sulla cima dei Preti e di godere di molte delle attrattive naturalistiche che caratterizzano le dolomiti Friulane. Si tratta, tuttavia di un percorso lungo dal dislivello tutt’altro che trascurabile adatto solo ai bambini più allenati e motivati.

Gole di Celano

Le gole di Celano sono uno spettacolare canyon intagliato tra la Serra di Celano e il Monte Etra. Le gole sono divise in due parti: la più alta che scende dalla Valle d’Arano fino alla fonte degli innamorati è riservata ai soli esperti di canyoning a causa delle difficoltà tecniche che presenta. La parte più bassa, invece, è uno spettacolare canyon con andamento sub orizzontale che con qualche accortezza può essere percorso da tutti.

I lagustelli di Percile

I lagustelli di Percile sono due laghetti originatisi a seguito dell’impermeabilizzazione del fondo di due doline. Tutelati in quanto zona umida di importanza internazionale, facilissimi da raggiungere e caratterizzati da un aspetto e da una vegetazione circostante assolutamente insoliti in Appennino, i lagustelli sono una meta ideale per una breve passeggiata prima o dopo pranzo o per un picnic con la famiglia.

Il Casale Capo di Porco

Itinerario tecnicamente semplice, ma di difficile orientamento nella seconda parte. Pur non essendo un itinerario particolarmente interessante per dei bambini, la ricerca e la scoperta del casale abbandonato può rendere la passeggiata piacevole anche per loro.

Il Costone

Il monte Costone è costituito da una bella cresta semicircolare che congiunge due cime e racchiude tra le sue alte pareti un bell’anfiteatro glaciale. Posto proprio sopra il rifugio Sebastiani, può essere sia la meta di un gradevole itinerario della durata di una giornata con partenza da Campo Felice o dai Piani di Pezza sia la meta di una rapida passeggiata per chi pernotta al rifugio.

Il giro dei prati del Gennaro

Il giro del Pratone e di Campo Campitello è una delle escursioni più classiche e frequentate dei monti Lucretili. L’area centrale del gruppo è, infatti, caratterizzati dalla presenza di questi due ampi piani carsici separati un’area di vallecole e crinali fittamente coperti da una splendida faggeta. Ricca di spunti di interesse e terreno di gioco ideale per i bambini, l’escursione proposta rappresenta una delle migliori scelte possibili da proporre a un bambino come prima esperienza di montagna.

Il tracciolino di Annibale e Pizzo di Sevo

Il tracciolino di Annibale è uno dei percorsi più affascinanti dell’intero Appennino. Il motivo principale del suo interesse non risiede nella bellezza dei panorami e degli ambienti attraversati (pur eccezionali) e neppure è da cercare negli aspetti naturalistici (tutt'altro che trascurabili), ma è nascosto nel nome stesso del percorso; secondo la leggenda, infatti, è attraverso questo accidentato percorso che il grande condottiero cartaginese, non potendo passare per il più comodo ma ostile fondovalle, condusse le sue truppe dalla vittoria del Trasimeno a quella, ancor più grande, di Canne.

La Madonnina per l'Arapietra

Nel caso in cui la telecabina dei Prati di Tivo sia chiusa è preferibile raggiungere la Madonnina per questo itinerario che percorre la bella cresta dell'Arapietra anziché salire direttamente dai Prati di Tivo. I panorami sono molto belli e l’itinerario non è faticoso, ma di solito i bambini non ne sono entusiasti.

La Monna e Monte Fanfilli

Le due vette gemelle “La Monna” e “Monte Fanfilli” rappresentano il culmine della breve dorsale secondaria che si sviluppa a Sud Ovest del Monte Ortara e che si conclude con le impressionanti pareti che dal Monte Rotonaria precipitano verso il paese di Collepardo. Delle numerose escursioni possibili per raggiungere queste cime, quella proposta è sicuramente la più semplice e la meno faticosa dato che si sviluppa integralmente su strade sterrate e comodi sentieri senza molto dislivello. I luoghi attraversati sono sempre eccezionali e, anche se deturpati da numerosi manufatti, rendono l’itinerario ideale per introdurre i bambini alla montagna.

Lago Vivo

Il Lago Vivo è uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un luogo di rara bellezza: un bel laghetto incastonato tra faggete sterminate ai piedi di alcune delle più selvagge montagne dell’intero Appennino. Quello che proponiamo è l’anello classico con salita dalla valle dell’Inferno e discesa tra i boschi sopra la valle del Rio Torto e il Lago della Montagna Spaccata.

Le Caciare della Montagna dei Fiori

La Montagna dei Fiori è caratterizzata dalla presenza di innumerevoli capanne in pietra denominate “Caciare”. Si tratta di un’architettura pastorale ben inserita nel contesto naturale e tipica di questa montagna che trova le sue origini nella lontana Puglia grazie all’antica pratica della transumanza. Le caciare sono talmente interessanti da far passare in secondo piano l’ambiente e i panorami che la montagna ha da offrire nonostante entrambi siano assolutamente eccezionali: per questo motivo proponiamo un percorso ad anello che non tocca alcuna vetta ma permette di vedere un gran numero di capanne.

Mirador Hoyo Verde

Il Barranco de Hoyo Verde è una stretta forra incassata tra le pareti che scendono da Roque de los Muchachos. L’escursione proposta permette  di raggiungere la base di questa forra regalando al visitatore ambienti incontaminati e panorami mozzafiato in stile alpino.

Monte Acquaviva dal rifugio Pomilio

Monte Acquaviva con i suoi 2737 m slm è la seconda elevazione della Majella, ma non è la sua quota a renderlo interessante. Quello che realmente affascina il fortunato escursionista che lo raggiunge è il senso di selvaggio che si prova, è l’aspetto lunare delle sue parti sommitali, è la varietà incredibile degli ambienti che si attraversano per raggiungerlo, sono i profondi canyon che ne solcano le pendici e sono anche le decine di camosci che si rincorrono sui suoi pendii e le aquile che volteggiano sul suo cielo. Quello che affascina del Monte Acquaviva, in definitiva, è la sua ricchissima complessità, da qualunque parte lo si guardi.

Monte Bellaveduta

Il Monte Bellaveduta e Rocca Altiera, proprio al confine del PNALM, formano una breve dorsale secondaria proprio di fronte alla riserva integrale Camosciara-Petroso-Tartaro dalla quale sono separati dalla profonda e splendida Val Canneto. Si tratta di una cresta piuttosto anonima, ma che offre splendidi panorami sulla riserva e frequenti incontri con i camosci.

Monte Camicia da Fonte Vetica

Monte Camicia, la più orientale delle grandi vette del Gran sasso, è una montagna splendida che regala sempre grandi emozioni a chi decide di visitarla. I motivi di interesse sono molteplici: da quelli floro-faunistici (è qui che si trovano le stelle alpine e la rara Vipera ursinii) a quelli paesaggistici caratterizzati dalla forte dicotomia dei versanti settentrionale e meridionale della montagna: ripido e pietroso il secondo e assolutamente verticale il primo con le sue incredibili pareti alte oltre 1000 m e larghe circa 2 km, le più impressionanti dell’intero Appennino.

Monte Cava da Vaccamorta

Il Monte Cava è la massima elevazione dei monti del Cicolano e, con i sui 2000 metri di quota precisi, è il più basso dei 2000 dell’Appennino. Si tratta di una montagna piuttosto dolce, posta proprio al confine tra Lazio e Abruzzo e spesso ignorata dagli escursionisti che gli preferiscono le vicinissime e maggiori elevazioni della duchessa e del Velino. È un vero peccato, perché il Monte Cava ha molto da offrire e l’itinerario proposto ne è una prova inconfutabile: si tratta, infatti, di un percorso ad anello che si svolge interamente sul versante abruzzese e che attraversa un’enormità di ambienti diversi e regala panorami indimenticabili.

Monte Cavallo

Monte Cavallo (2039 m slm) è tra le cime più meridionali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Costituito com'è da una sottile e aerea cresta che separa due profonde vallate, offre, all'escursionista che ne voglia raggiungere la vetta, la possibilità di una breve ma aerea e vertiginosa passeggiata che regalerà emozioni indimenticabili.

Monte Cervia da Collegiove

Il Monte Cervia è un balcone panoramico eccezionale che permette di ammirare gran parte dell’Appennino centrale con poca fatica. Nonostante questo, come tutte le montagne tra i laghi del Salto è del Turano, è pochissimo o nulla frequentato dai flussi escursionistici. L’itinerario proposto è il più rapido tra quelli possibili e permette di salire alla vetta con poca fatica in uno scenario davvero sorprendente.

Monte Circeo da Torre Paola

Spettacolare! Della salita alla vetta del Monte Circeo, si può dire solo questo. Siamo a quote basse, bassissime: con i suoi 541 metri slm, il Circeo è (in realtà) una collina; eppure i panorami che regala e le difficoltà della salita non hanno nulla da invidiare alle montagne dell’intero Appennino.

Monte Cotento e Monte Tarino da Campo Staffi

Monte Cotento, con i suoi 2015 m slm, è la massima elevazione dei Monti Simbruini e il più raggiungibile tra i 2000 dell’Appennino. Pur trovandosi in una zona devastata dalla costruzione di svariati impianti sciistici ed edifici vari, la salita alla vetta del Cotento offre la possibilità di una gradevole e remunerativa escursione che regala scorci di rara bellezza e panorami mozzafiato. Se poi, come nell'itinerario proposto, si sale anche al vicino Monte Tarino si ottiene un escursione varia e assolutamente eccezionale.

Monte Croce di Capreo

L’anello che sale alla Croce di Capreo lungo la cresta Nord Ovest per discendere lungo la valle del Rapiglio è una splendida escursione che attraversa alcune delle zone più affascinanti dei Lepini. Si tratta di un percorso vario e non molto faticoso anche se non breve e con un dislivello in salita non trascurabile.

Monte del Passeggio per Monte Fragara

Monte del Passeggio, quarta vetta degli Ernici e prima del sottogruppo di Pizzo Deta, può essere raggiunto con questa splendido itinerario che dai prati di Campoli sale al Monte delle Scalelle e percorre tutta la spettacolare cresta di Costa dei Fiori regalando spettacolari panorami su buona parte dell’Appennino centrale e sull’intero Anti Appennino laziale. Si tratta di un itinerario un po’ faticoso, ma molto remunerativo.

Monte di Cambio da Jaccio Crudele

Bell’itinerario che permette di raggiungere la panoramicissima vetta del Monte di cambio senza troppa fatica. La via di salita proposta attraversa gli ampi prati che caratterizzano questo settore dei monti Reatini evitando le sterrate che arrivano quasi in vetta e regalando una piacevole sensazione di isolamento. La presenza di animali al pascolo, fontanili e ampi panorami rende il sentiero appetibile anche per i bambini più piccoli, purché abituati a camminare.

Monte Elefante da Sigillo

La salita a Monte Elefante (2015 m slm) da Sigillo è un’escursione lunga e impegnativa che richiede il superamento di un gran dislivello. Proprio la sua complessità la rende un’escursione grandiosa che permette di attraversare una moltitudine di ambienti naturali diversi e assicura una grande soddisfazione a chi la affronta.

Monte Elefante da Sigillo

La salita a Monte Elefante (2015 m slm) da Sigillo è un’escursione lunga e impegnativa che richiede il superamento di un gran dislivello. Proprio la sua complessità la rende un’escursione grandiosa che permette di attraversare una moltitudine di ambienti naturali diversi e assicura una grande soddisfazione a chi la affronta.

Monte Elefante dal rifugio Sebastiani

Monte Elefante, quinta elevazione dei monti Reatini, è un montagna normalmente considerata di second’ordine che, però, riserva all’escursionista sorprese di sicuro interesse. Nonostante il suo aspetto dolce e prativo, infatti, Monte Elefante regala panorami mozzafiato e creste incredibilmente aeree. Quella proposta è una passeggiata molto breve e remunerativa che permette, quasi senza fatica, di raggiungere anche il vicino Monte Valloni.

Monte Forcellone

Monte Forcellone (2030 m slm) è tra le cime più meridionali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’ascesa alla vetta partendo dai Prati di Mezzo rappresenta una facile escursione che permette di osservare splendidi esempi di glacialismo e di carsismo.

Monte Forte e Fossa Juanna

L’anello di Monte Forte e fossa Juanna è una spettacolare escursione nel cuore degli Aurunci che attraversa alcune zone di selvaggia bellezza in grado di garantire un senso di isolamento raro in Appennino. Per i più agguerriti camminatori, inoltre, è possibile percorrere una variante che porta in vetta a Monte Petrella, massima elevazione del gruppo.

Monte Gennaro da Palombara

La via più diretta per salire a Monte Gennaro (1271 m) parte da Palombara e sale ripida e diretta fino a raggiunge la cresta, proprio sotto la torre di Monte Morrone della Croce, per poi raggiungere (tra pietraie e agrifogli) la vetta. Si tratta di un itinerario rapido e non molto faticoso, ma un po’ monotono e decisamente deturpato dagli impianti radiofonici di cima Zappi e dalla relativa strada di servizio.

Monte Gennaro da Prato Favale

Itinerario molto frequentato che permette di salire, con poca fatica ad una delle più interessanti vette dei Lucretili. Si tratta di un bel percorso con poco dislivello che attraverso faggete secolari, ampi pianori ed estese pietraie permette di apprezzare appieno la varietà degli ambienti offerti dai Lucretili.

Monte Gennaro per la "Scarpellata"

Una delle vie più rapide e dirette per salire a Monte Gennaro (1271 m) è quella che da Marcellina sale per la Scarpellata, cuore di una delle due riserve integrali del parco. Si tratta di un itinerario rapido e ripido, interessante per la varietà della vegetazione ma un po’ monotono se non decisamente noioso agli occhi degli escursionisti più giovani.

Monte Giano

Il Monte Giano è famoso soprattutto per la scritta DUX ben visibile, anche da Roma, soprattutto nelle giornate invernali quando il verde dei pini che la compongono spicca sul bianco della neve. Oltre che per questa sua folcloristica caratteristica, però, il Monte Giano è meritevole di attenzione da parte degli escursionisti perché offre numerosi motivi d’interesse e un certo numero di possibili escursioni. L’anello proposto è un tentativo di coniugare più aspetti di questa montagna: alla classica salita lungo i versanti di Sud Ovest, caratterizzati dall’apertura degli spazi verso la conca Reatina, si affianca, infatti, la rapida discesa lungo le valli chiuse e boscose che separano il Monte Giano dal Monte Calvo a sud Est.

Monte Ginepro

Monte Ginepro, il più basso dei 2000 degli Ernici, è un meta considerata di secondaria importanza che riesce, tuttavia, a regalare interessantissime sorprese all’escursionista disposto a scostarsi un po’ dalle rotte più battute. L’anello proposto è un percorso poco frequentato ed estremamente vario che si svolge su sentieri poco battuti, ma molto evidenti e che attraversa innumerevoli ambienti diversi offrendo una buona panoramica della varietà che caratterizza gli Ernici.

Monte Ienca

La salita a Monte Ienca, una tra le più “erbose” vette del Gran Sasso, è un itinerario affascinante sia per la poca percorrenza da parte degli escursionisti sia per la bellezza dell’ambiente e dei panorami soprattutto nella parte alta del percorso. L’anello proposto percorre, in salita, un vecchio sentiero inerbito e non segnato ed è riservato, quindi, ad escursionisti dotati di un buon senso dell’orientamento.

Monte Lupone da Rocca Massima

Tra tutte le vie di salita al Monte Lupone, prima vetta dei Lepini che si incontra venendo da Roma, quella che sale da Rocca Massima è sicuramente la più varia e panoramica. Si tratta di una facile e bella escursione che percorre la cresta Nord Ovest del monte, caratterizzata dal continuo alternarsi di fitte faggete, dolci piani carsici e aride pietraie profondamente segnate dal carsismo.

Monte Lupone dal campo di Segni

La più settentrionale delle vette dei Lepini, il Monte Lupone (1378 m), è una cima isolata e boscosa che offre uno splendido panorama sul mare e sulla catena dei Lepini. Facilmente raggiungibile con una breve escursione dal campo di Segni è la meta ideale per una breve passeggiata autunnale o invernale.

Monte Magnola da Ovindoli

La via più breve per salire alla vetta del Magnola. La salita si svolge per buona parte sui tracciati delle piste da sci e sulle strade di servizio e, nonostante, i bellissimi scorci sul Velino non è tra gli itinerari più adatti per far amare l'escursionismo a un bambino. Nella lunga discesa, abbandonata la cresta può presentare qualche problema di orientamento.

Monte Malaina dalla fonte di S. Serena

Il monte Malaina, seconda elevazione dei Monti Lepini, è facilmente raggiungibile con una breve escursione e offre spettacolari panorami sui monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, sul Cairo, sugli Ernici, sugli Ausoni e sul Circeo oltre che sulle vicine vette dei Lepini. Lungo l’escursione, inoltre, è possibile vedere gli ingressi di due delle più importanti grotte del Lazio.

Monte Marsicano da Pescasseroli

La salita al Monte Marsicano, nel cuore del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise è un grande classico dell’escursionismo appenninico. Dei tanti itinerari possibili, quello che proponiamo è un ampio anello con partenza da Pescasseroli che si svolge su terreni molto vari e attraversa aree rurali e zone isolate e selvagge, anche se molto frequentate dai flussi escursionistici. Facile , ma lungo e con un grande dislivello.

Monte Meta

Monte Meta (2242 m slm), posto al confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, è una meta escursionistica eccezionale. L’itinerario proposto si svolge in un ambiente naturale di prim’ordine dove non è impossibile imbattersi in lupi, orsi, cervi e camosci e dove le tracce del passato agropastorale della zona sono numerose e frequenti.

Monte Midia da Pereto

La salita a Monte Midia (1737 m) da Pereto è un percorso di scoperta che si svolge in un’area quasi completamente ignorata dagli escursionisti e, per questo, offre una grande sensazione di isolamento che si paga, però, con una certa difficoltà di reperimento dei sentieri. In virtù del grande dislivello e della scarsa frequentazione si tratta di un percorso molto vario e affascinante, ma anche piuttosto selettivo.

Monte Navegna da Ascrea

Monte Navegna è la vetta più alta che si eleva tra i due laghi del Salto e del Turano e rappresenta un magnifico punto panoramico dal quale si possono ammirare alcune tra le più importanti catene montuose dell’Appennini Centrale, come il Velino e il Gran sasso.

Monte Nuria dal lago di Cornino

I monti Nuria e Nurietta sono due punti panoramici assolutamente eccezionali per raggiungere i quali si passa attraverso una grande varietà di ambienti e rappresentano, quindi, una meta eccellente per una facile escursione. Il percorso proposto, facile ma non brevissimo, passa attraverso il bel piano di Cornino con il suo laghetto in stile alpino, risale le pendici del Nurietta attraverso fitte faggete e, infine, raggiunge le due vette attraversando uno splendido altipiano fortemente segnato dal carsismo.

Monte Padiglione da Verrecchie

Monte Padiglione (1627 m) è un modesto rilievo dei Carseolani appartenente al sottogruppo del Monte Midia e quasi completamente ignorato dagli escursionisti. La sua scarsa frequentazione è dovuta certamente alla modesta altezza, ma anche alla mancanza di qualunque tutela ambientale che rende l’intera catena dei Carseolani poco attraente e ad alto rischi di incontro con orde di cacciatori, fuoristrada, quad e quant’altro possa disturbare e danneggiare l’ambiente. Nonostante tutto, però, il Monte Padiglione rimane una meta ad alto interesse paesaggistico visti gli splendidi panorami che offre e lo splendore del sottostante Pian della Dogana.

Monte Pellecchia dalla pineta di Monte Flavio

L’itinerario più breve per salire alla vetta del Pellecchia è un facile percorso vario, panoramico e non faticoso. La massima elevazione dei Lucretili si presta in modo particolare al raggiungimento della prima vetta presentando molti dei caratteri che possono motivare un bambino: la presenza del libro di vetta, la possibilità di avvistare l’aquila e, non ultimo, il panorama vertiginoso sul sottostante fosso di Castiglione che da il senso di una vera e propria conquista. Come tutti gli itinerari dei Lucretili non va percorso in giornate troppo calde; meglio in primavera/autunno o addirittura in inverno, con poca neve.

Monte Pellecchia dalle Pratelle

La lunga, ma facile, passeggiata che dalle Pratelle conduce ala vetta del Pellecchia, massima elevazione dei Monti Lucretili, è una gradevole escursione che attraversa alcune delle zone meno frequentate del gruppo. Si tratta di luoghi che, negli anni, hanno subito notevoli modifiche antropiche e che oggi, abbandonati a loro stessi stanno riacquistando un aspetto selvaggio e isolato nonostante le numerose strade sterrate che si inerpicano un po’ ovunque.

Monte Pelone settentrionale

Monte Pelone, una delle vette secondarie della Laga, è una meta di particolare interesse, non tanto per la sua altezza (è comunque uno dei 2000 ufficiali del Club 2000m), quanto per la bellezza del percorso che la raggiunge da Ceppo attraversando lo splendido bosco della Martese e le bellissime praterie degli stazzi della Morricana.

Monte Petrella da Cisterna Polleca

Monte Petrella, massima elevazione degli Aurunci è raggiungibile da un gran numero di percorsi. Tra tutte le vie possibili, il grande anello che parte dalla Cisterna Polleca è sicuramente tra i più vari permettendo di attraversare in una sola escursione praticamente tutti gli ambienti che caratterizzano i monti Aurunci. La vista sul mare, godibile solo nella parte finale dell’escursione, permette di chiudere la salita in bellezza regalando panorami indimenticabili.

Monte Pizzuto

Monte Pizzuto, seconda elevazione dei Monte Sabini, può essere raggiunto con una facile escursione che ne percorre la cresta meridionale. Si tratta di un gradevole itinerario, invaso dai rovi nelle parti più basse, che regala grandi panorami e ambienti inaspettatamente solitari alle quote più elevate.

Monte Portella

L’anello di Monte Portella è una facile e panoramica escursione, ideale per i bambini e per ricominciare a muoversi dopo un prolungato periodo di pausa. L’itinerario, che non risulta mai faticoso e non presenta alcun problema di orientamento, passa, circa a metà, dal rifugio Duca degli Abruzzi permettendo, quindi, anche una interessante “pausa pranzo”.

Monte Prena per la via normale

Il Monte Prena, dall’aspetto lunare e dolomitico, è una delle vette più affascinanti del Gran Sasso. Quella proposta è la via normale di salita da Campo Imperatore per il Vado di Ferruccio. Offre numerosissime attrattive per i bambini e i ragazzi, ma rappresenta un itinerario piuttosto duro riservato a ragazzi (e adulti) allenati ed esperti.

Monte Puzzillo per la cresta Nord Ovest

La via normale per salire al Monte Puzzillo è un bell’itinerario di cresta che offre grandi panorami e vari spunti di interesse per i bambini. Anche se non molto faticoso è un percorso piuttosto lungo riservato, quindi, ai bambini più allenati e motivati. Pur trattandosi di una cresta piuttosto lunga non risulta mai monotona grazie alla varietà dei territori attraversati e dei panorami offerti.

Monte Rotondo

Situato in una posizione estremamente panoramica tra i Piani di Pezza, Campo Felice e l’Altipiano delle Rocche, Monte Rotondo è una tondeggiante vetta che, nonostante la presenza degli impianti sciistici, offre la possibilità di una piacevole e panoramica escursione che si sviluppa sul versante meridionale dove le devastazioni delle piste e degli impianti di risalita non sono più di tanto evidenti.

Monte Serrapopolo da Scandriglia

L’escursione che da Scandriglia porta alla vetta del Monte Serrapopolo passando per il convento abbandonato di San Nicola e la lunga cresta è, probabilmente, una delle escursioni più interessanti dell’intero gruppo dei Lucretili. Il suo fascino, in grado di ammaliare sia i bambini sia gli adulti, è dovuto principalmente alla varietà degli ambienti attraversati (dalle rovine del convento, ai fitti boschi, ai pascoli), ma anche alla bellezza del panorama che si gode dalla vetta.

Monte Sirente dallo Chalet

La via normale di salita al Monte Sirente è un itinerario che, seppure un po’ monotono nella parte iniziale, regala all'escursionista una gran varietà di ambienti e panorami che lo rendono, man mano che si sale, sempre più gratificante. Spettacolare e dall'aspetto incredibilmente dolomitico l'ultimo tratto.

Monte Tancia

Monte Tancia rappresenta la massima elevazione raggiunta dai Monti Sabini e può essere raggiunto con un facile e interessante percorso che attraversa un gran numero di ambienti ed è adatto anche ai più piccoli.

Monte Tarino dalla SS. Trinità

Monte Tarino e monte Tarinello sono, probabilmente, le due vette più affascinanti dell’intero gruppo dei Simbruini. Situate quasi al confine con i più elevati monti Ernici, regalano splendidi panorami e offrono numerose possibilità all’escursionista. Quello proposto è un piccolo anello che può essere percorso in entrambi i versi e permette di attraversare, con un’unica escursione, sia gli ambienti scoperti e ventosi della cresta sia le estese faggete e gli ampi pianori che caratterizzano il versante settentrionale.

Monte Tilia

Monte Tilia e Monte Corno sono le due vette più settentrionali dei Reatini. Si tratta di montagne poco frequentate che conservano, nonostante gli assalti speculativi che si sono susseguiti negli ultimi 50 anni, un loro fascino legato principalmente ai panorami sulla Vallonina e su buona parte dell’Appennino.

Monte Tuonaco da Formia

Gradevole escursione che, partendo direttamente da Formia, conduce alla vetta di monte Tuonaco (1176 m). Non eccessivamente faticoso, nonostante il dislivello tutt'altro che trascurabile, è un itinerario lungo e solitario, molto vario che permette di ammirare alcune delle zone più aride e lunari degli Aurunci. Ideale dall'autunno alla primavera, è un percorso da evitare nei periodi più caldi.

Monte Velino da Capo Pezza

La salita al Velino dai Piani di Pezza è un’escursione varia e remunerativa che attraversa il cuore del gruppo Velino/Sirente. Si tratta di un’escursione facile, ma decisamente lunga e piuttosto faticosa che regala agli escursionisti alcuni tra i panorami più belli dell’Appennino e durante la quale è normale osservare l’elegante volo dei grifoni.

Monte Venere e pozzo del diavolo

L’escursione che conduce al pozzo del diavolo attraverso la faggeta depressa di Monte Venere è una facile passeggiata che si svolge in un ambiente unico e spettacolare. A coronamento di una passeggiata spettacolare, l’esplorazione del pozzo del diavolo regala un’esperienza diversa dal semplice escursionismo rendendo la giornata assolutamente indimenticabile.

Monterano Antica

Il paese abbandonato di Monterano e l’itinerario per raggiungerlo sono dei veri e propri gioielli. Da un punto di vista artistico basta citare il convento diroccato di San Bonaventura, opera del Bernini. Dal punto di vista naturalistico, non basterebbe un enciclopedia per parlare di tutto quel che c’è da vedere. Fatto sta che quella proposta è una semplice e breve escursione che non mancherà di appassionare adulti e bambini.

Monti Cagno, Ocre e Cefalone

Estrema propaggine nord orientale del gruppo del Velino, il sottogruppo del Monte Ocre offre panorami eccezionali Sul Gran Sasso, sulla Maiella e su quasi tutte le vette principali del Velino-Sirente. L’itinerario proposto, piuttosto faticoso e non adatto ai bambini più piccoli e meno allenati, permette di raggiungere le tre vette del sottogruppo con un ampio e panoramico anello attorno alla bella valle di Settacque.

Pizzo di Camarda

Il Pizzo di Camarda è la più occidentale delle vette “rocciose” del Gran Sasso. Caratterizzato dalla netta contrapposizione tra il versante meridionale ripido ed erboso e quello settentrionale costituito dalle ripide pareti che precipitano sull'alta valle del Chiarino, il Pizzo di Camarda è un luogo di eccezionale bellezza che regala panorami spettacolari sul dirimpettaio Monte Corvo e sul più lontano Corno Grande. Alquanto monotono nella prima parte, questo percorso diviene eccezionale raggiunta la cresta e può essere unito all'itinerario per Monte Ienca per formare uno spettacolare e lunghissimo anello ed evitare la noiosa salita su strada sterrata.

Pizzo d’Intermesoli da Campo Imperatore

Pizzo d’Intermesoli è un’aerea vetta posta tra il sottogruppo del Corno Grande a Est e il Monte Corvo a Ovest. La sua posizione è assolutamente straordinaria e la rende una delle vette più panoramiche dell’intero Gruppo del Gran sasso dalla quale, in giornate particolarmente limpide, è possibile vedere sia il Mar Adriatico sia il Mar Tirreno. Il percorso per raggiungere la vetta da Campo Imperatore non è difficile, ma è lungo e presenta dei tratti ripidi e decisamente faticosi, ma la bellezza dei paesaggi ripagherà ampiamente ogni sforzo.

Pratone del Gennaro da Castiglione

La salita al Pratone dalle rovine di Castiglione è un itinerario lungo e poco frequentato. Si tratta di un’escursione alquanto varia che può facilmente essere prolungata con la salita alla vetta del Gennaro. Anche se molto semplice, il percorso non deve essere sottovalutato a causa del dislivello in salita, tutt'altro che trascurabile.

Rifugio "La Vecchia"

Il rifugio “La Vecchia” è sicuramente il bivacco più carino che conosciamo. Situato in posizione panoramicissima, circa a metà della lunga cresta che da Rovere porta al Sirente, può essere raggiunto (senza tanta fatica) con una gradevole passeggiata, ideale per i bambini che si stanno avvicinando alla montagna.

Rifugio Giaf

Facile e breve itinerario che permette di salire al rifugio Giaf. Percorribile da tutti, è un itinerario particolarmente adatto in presenza di bambini piccoli anche grazie all’accoglienza del rifugio.

Rifugio Maniago

Itinerario semplice e gradevole che sale al rifugio Maniago (1730 m) situato in un ambiente spettacolare e selvaggio. Percorribile da tutti bambini che troveranno molto piacevole una sosta con ristoro al rifugio.

Rifugio Sebastiani da Campo Felice

Il rifugio Sebastiani, situato com'è nel cuore del gruppo del Velino, è un importante snodo per la sentieristica locale. Ottimamente gestito dalla cooperativa Equo Rifugio, il Sebastiani è il punto d'appoggio ideale per l’ascensione a buona parte delle cime del gruppo. La salita al rifugio Sebastiani da Campo Felice si svolge per buona parte su strada sterrata, è più semplice di quella dai Piani di Pezza ed è la più indicata in inverno, con la neve.

Ruta de los Volcanes

La Ruta de los Volcanes, terza e ultima tappa del GR-131, è uno degli itinerari più belli ed entusiasmanti possibili a La Palma. Si tratta di una stupefacente, lunghissima, cavalcata di cresta che percorre integralmente la Cumbre Vieja, ovvero l’area con i più recenti fenomeni vulcanici caratterizzata da un lunghissimo susseguirsi di paesaggi lunari e semidesertici.

Serra Rocca Chiarano

Appena al di fuori dei confini del PNALM, a est del Marsicano e a nord del lago di Barrea, è la lunga dorsale della Serra Rocca Chiarano, quasi ignorata dai flussi escursionistici che prediligono il vicino e più alto Monte Greco. È un peccato perché si tratta di una montagna estremamente panoramica che può riservare grandi sorprese. Quello proposto è un percorso ad anello, non brevissimo, che permette di percorrerne quasi integralmente la dorsale.

Sorgenti di Marcos e Cordera

Eccezionale itinerario che si svolge in buona parte al confine tra la foresta di alloro e i boschi di pini, raggiunge le due copiose sorgenti di Marcos e Cordero per poi scendere lungo il fondo dello splendido Barranco del Agua. L’attraversamento dei 13 tunnel scavati per portare l’acqua dalle fonti alle coltivazioni aggiunge ulteriore, insolito, interesse all’escursione.

Torri di Casanova per la via Familiari

Le Torri di Casanova sono una serie di elevazioni che rappresenta l’estrema propaggine occidentale delle rocce che costituiscono la parte sommitale della dorsale del Monte Prena. La salita per la via Familiari è un bel percorso alpinistico che conduce ad una tra le vette più snobbate del Gran Sasso. Solitamente raggiunta solo da chi percorre il sentiero del centenario, merita di essere considerata come meta principale di un itinerario in particolare se si vuole accompagnare un bambino lungo una via alpinistica lunga, ma ancora fattibile.

Valle delle cento cascate

La valle dell’Acero è una delle mete più note del gruppo della Laga che deve la sua popolarità all’incredibile abbondanza d’acqua che, sgorgando da innumerevoli sorgenti sotto il Monte Gorzano precipita giù in innumerevoli torrenti che formano centinaia di splendide cascate. Si tratta di un’escursione facile e remunerativa che entusiasmerà adulti e bambini.