Ernici

Situati ad Est di Roma, in provincia di Frosinone al confine con l'Abruzzo, i Monti Ernici rappresentano la prosecuzione meridionale dei Monti Simbruini dai quali si distinguono per le quote mediamente più elevate e l'aspetto più arido e selvaggio. 
Si tratta di montagne molto interessanti che offrono all'escursionista diverse possibilità: da brevi passeggiate a lunghi itinerari di più giorni.

Coi bambini

I monti Ernici sono molto vari e, quindi, ben si prestano ad essere scoperti dai bambini di tutte le età. Gli itinerari, anche se con importanti eccezioni, non presentano particolari difficoltà tecniche e sono quindi percorribili da bambini e ragazzi di tutte le età.
Gli itinerari più interessanti, però, sono quasi sempre piuttosto lunghi e richiedono il superamento di dislivelli non indifferenti e sono quindi adatti esclusivamente a quei bambini che oltre ad essere molto allenati siano accompagnati da adulti in grado di motivarli tramite l'osservazione delle caratteristiche naturali e paesaggistiche che di volta in volta si vanno ad incontrare.
Di particolare interesse risultano, di solito, le belle fioriture primaverili, la scoperta dei segni lasciati dagli antichi ghiacciai e l'osservazione delle tracce di animali.

Per i bambini appassionati di collezioni, inoltre, gli Ernici annoverano 8 vette superiori ai 2000 m da includere nella collezione dei 2000 dell'Appennino.

Monti Ernici
Geografia: 

I monti Ernici non fanno parte dello spartiacque principale dell'Appennino, ma vanno a chiudere la più occidentale delle tre catene nelle quali l'appennino si suddivide e della quale rappresentano la porzione che raggiunge le quote più elevate.

Delimitati dall'alto corso dell'Aniene a Nord, dalla valle del Fiume Sacco a Ovest e a Sud e dal liri a Est e a Nord Est sono direttamente collegati ai Monti Simbruini tramite il Valico di Serra Sant'antonio che costituisce la testata dell'alta valle dell'Aniene.

Gli Ernici sono caratterizzati da un'orografia decisamente articolata e, data la loro conformazione, sono spesso descritti come due dorsali parallele (quella Serra Rossa - Viglio e quella Monte Agnello - Pizzo Deta) con direzione Est-Ovest raccordate dal Monte Crepacuore. La descrizione che segue, invece si basa sulla linea dello spartiacque principale che separa le acque affluenti  all'Aniene da quelle affluenti al Fiume Liri (e quindi al Sacco che del Liri è un affluente). 

Dal Valico di Serra Sant'Antonio (1608 m) la linea di cresta proveniente dai Monti Simbruini, ad Ovest, piega dolcemente verso Sud e si rialza a toccare le quote più elevate raggiunte dal gruppo: I Cantari (2103 m), il Gendarme del Viglio (2113 m) e il Monte Viglio (2156 m), massima elevazione del massiccio.

Dal Monte Viglio, la cresta i abbassa notevolmente, piega verso Sud-Est e raggiunge il Monte Pratiglio (1884 m), dal quale una lunga dorsale secondaria si sviluppa verso Est a Formare le elevazioni della Serra Rossa (1756 m) e del Colle Viglio (1531 m) per poi digradare nella valle dell'Aniene.

Lo spartiacque principale, invece, si abbassa ancora ed è rappresentato da una dorsale boscosa e poco marcata che dal Monte Pratiglio scende verso Sud fina al punto più basso rappresentato dal Valico di Femmina Morta (1666 m). Oltre il valico la cresta diviene più marcata e risale a formare, sempre in direzione Sud, il Monte Crepacuore (1997 m), il Peschio delle Ciavole (1959 m) e il Monte Pozzotello (1995 m) che è il ganglio centrale della già citata dorsale Monte Agnello - Pizzo Deta con direttrice Est-Ovest.

La linea spartiacque principale prosegue verso Ovest a formare il Monte Agnello (1942 m), caratterizzato dalla stazione invernale di Campo Catino, per poi digradare fino Passo dell'Obaco (1136 m), formare alcune elevazioni secondarie, raggiungere gli altipiani d'Arcinazzo e terminare con il Monte Scalambra (1420 m), vetta più occidentale del gruppo. 

Più interessante per l'escursionista è la dorsale che dal Monte Pozzotello prosegue verso Sud-Est a formare il Monte Ortara (1908 m) oltre il quale piega a Nord e quindi a Est-Sud-Est, formando una sinusoide, per poi proseguire lungamente fino a Monte Ginepro (2004 m), Monte del Passeggio (2064 m) e Pizzo Deta (2041 m). Oltre Pizzo Deta la cresta, notevolmente più bassa prosegue fino a Serra Comune (1870 m) e Serra Alta (1720 m) oltre la quale la catena termina sopra Sora.

Va segnalata la breve dorsali secondarie che partendo dal monte Ortara ri sviluppa verso Sud a formare le interessanti cime de La Monna (1952 m) e del Monte Fanfilli (1952 m) nonché il Monte Rotonaria (1750 m) caratterizzato, nonostante la modesta quota da un aspetto sorprendentemente dolomitico.

Degna di nota anche la breve dorsale che sviluppandosi verso Sud dal Monte del Passeggio raggiunge il Monte Fragara (2005 m) per poi scendere lungamente a formare il margine Nord Ovest del bel prato di Campoli. 

Le escursioni

La Monna e Monte Fanfilli

Le due vette gemelle “La Monna” e “Monte Fanfilli” rappresentano il culmine della breve dorsale secondaria che si sviluppa a Sud Ovest del Monte Ortara e che si conclude con le impressionanti pareti che dal Monte Rotonaria precipitano verso il paese di Collepardo. Delle numerose escursioni possibili per raggiungere queste cime, quella proposta è sicuramente la più semplice e la meno faticosa dato che si sviluppa integralmente su strade sterrate e comodi sentieri senza molto dislivello. I luoghi attraversati sono sempre eccezionali e, anche se deturpati da numerosi manufatti, rendono l’itinerario ideale per introdurre i bambini alla montagna.

Monte del Passeggio per Monte Fragara

Monte del Passeggio, quarta vetta degli Ernici e prima del sottogruppo di Pizzo Deta, può essere raggiunto con questa splendido itinerario che dai prati di Campoli sale al Monte delle Scalelle e percorre tutta la spettacolare cresta di Costa dei Fiori regalando spettacolari panorami su buona parte dell’Appennino centrale e sull’intero Anti Appennino laziale. Si tratta di un itinerario un po’ faticoso, ma molto remunerativo.

Monte Ginepro

Monte Ginepro, il più basso dei 2000 degli Ernici, è un meta considerata di secondaria importanza che riesce, tuttavia, a regalare interessantissime sorprese all’escursionista disposto a scostarsi un po’ dalle rotte più battute. L’anello proposto è un percorso poco frequentato ed estremamente vario che si svolge su sentieri poco battuti, ma molto evidenti e che attraversa innumerevoli ambienti diversi offrendo una buona panoramica della varietà che caratterizza gli Ernici.