Carseolani

I monti Carseolani coprono una vasta area a cavallo tra Lazio e Abruzzo caratterizzata da quote non molto elevate e da una fitta copertura boscosa che la renda una zona particolarmente interessante per l’escursionista più attento agli aspetti naturalistici.

Si tratta di montagne piuttosto dolci, spesso fortemente antropizzate e non molto frequentate dai flussi escursionistici.

Dal 1988, uno dei sottogruppi dei Carseolani, quello del Navegna – Cervia, situato tra i laghi del Salto e del Turano, è protetto da una riserva naturale. Il resto del gruppo, purtroppo, non gode di alcuna tutela come dimostrano le innumerevoli strade sterrate e le orde di cacciatori che ne percorrono i sentieri.

A dispetto di questi problemi, tuttavia, i Carseolani offrono innumerevoli e interessantissime possibilità escursionistiche anche se, soprattutto alle quote più basse di alcune aree, i sentieri tendono a trasformarsi in vere e propri giungle di rovi.

La quasi totalità degli itinerari percorribili va evitata in estate a causa del calore e dell’esposizione al sole eccessivi, ma le stesse caratteristiche rendono il gruppo una meta ideale per delle tranquille passeggiate in tutte le altre stagioni.

Coi bambini

Le attrattive offerte dal gruppo per i bambini sono innumerevoli. Per i più grandi e abituati a camminare i panorami che si possono ammirare dalle creste sommitali del sottogruppo Cervia - Navegna insieme agli ampi spazi che caratterizzano il sottogruppo Midia - Padiglione la fanno da padroni. Ma anche per i ragazzi più attenti agli aspetti naturalistici non mancano le sorprese. Particolarmente interessanti da vedere sono i fenomeni carsici che li caratterizzano, in modo spesso molto vistoso.

Nel complesso i Monti Carseolani e, in particolare, i sottogruppi Navegna - Cervia, Midia - Padiglione e Cima di Vallevona sono una meta ideale per facili escursioni nel periodo autunnale e primaverile.

Geografia: 

I monti Carseolani coprono una vasta area al confine tra Lazio e Abruzzo che va da Rieti fino a Carsoli e Tagliacozzo così delimitata:

  • a Sud Ovest la valle del turano li separa dalle prime elevazioni dei Monti Lucretili
  • a Nord Ovest il breve tratto della valle del Velino compresa tra i fiumi Salto e Turano ne delimita le basse colline che ne rappresentano le propaggini settentrionali
  • a Nord Est la valle del Salto li separa dal Gruppo Cicolano/Duchessa/Velino
  • a Sud e Sud Est si saldano senza un reale confine con i monti Simbruini con il quale costituiscono, dal punto di vista geomorfologico, un unico massiccio. Il confine tra i due gruppi viene arbitrariamente definito dal fosso Fioio  e dalla sua ideale linea di congiunzione con la stretta di Capistrello.

Tutto il gruppo è caratterizzato da un’orografia molto complessa e articolata che ne impedisce una descrizione semplice seguendo la linea spartiacque che passa attraverso colline boscose di collegamento tra i sottogruppi principali.

Molto più rappresentativa della reale morfologia del gruppo è l’identificazione di alcuni sottogruppi principali praticamente tutti disposti con orientamento NO-SE.

Il sottogruppo più settentrionale è quello dei Monti Navegna e Cervia, spesso considerato come un gruppo montuoso a se stante e situato tra i due laghi del Salto e del Turano. Il sottogruppo inizia nei pressi di Rieti con una serie di elevazioni minori e si svolge, verso Sud fino a raggiungere le elevazioni del Navegna (1508 m) e del Cervia (1438 m) separate tra loro dalla profonda e affascinante valle dell’Obito.

Il sottogruppo Serrasecca - Vallevona, il più occidentale,  è costituito da una dorsale con orientamento ONO-ESE che si innalza dal Piano del Cavaliere tra i paesi di Pereto e Camerata Nuova per proseguire lungamente  a formare le numerose elevazioni di Serra Secca (1792 m), La Torretta (1792 m) e raggiungere il culmine nella Cima di Vallevona (1818 m) oltre la quale si abbassa verso il Fosso Fioio formando ancora l’elevazione di Monte Tinterosse (1626 m). Questo sottogruppo separa il fosso Fioio dal Fosso San Mauro e dagli ampi altopiani carsici di Campolungo. Tali Valli sono a loro volta separate dalla Valle Acquaramata e dalla Valle della Dogana dalla dorsale del Monte Cacume (1662 m)Monte Morbano (1628) avente direzione NO-SE.

Il sottogruppo Midia - Padiglione ha orientamento parallelo al precedente dal quale è separato dalle citate valli Acquaramata e della Dogana. Inizia poco a SE di Carsoli e prosegue con un lungo crinale orientato NO-SE che comprende la cime di Monte Fontecellese (1623 m), Monte Midia (1737 m)  e Monte Padiglione (1627 m)  oltre il quale prosegue nella catena della Renga (1791 m) e dei Monti Simbruini.

Poco a Est del sottogruppo precedente, cui è parallelo, è il crinale che inizia a Pietrasecca, sale a formare il Monte Guardia d’Orlando (1353 m),  si abbassa in corrispondenza di Tagliacozzo, prosegue salendo al Monte Arunzo (1455 m) e infine termina in corrispondenza della stretta di Capistrello. Non molto interessante dal punto di vista escursionistico, questo sottogruppo è particolarmente interessante per la presenza di numerosi inghiottitoi con l’esplorazione dei quali si è formata la prima speleologia romana.

Il più orientale dei sottogruppi, infine, è costituito da una dorsale con orientamento NO-SE che costeggia la valle del fiume Salto: ha inizio tra i paesi di Pescorocchiano e Borgorose e forma le cime del Monte Val di Varri (1374 m), Monte della Nebbia (1327 m) e Monte Faito (1455 m) oltre il quale discende con elevazioni minori fino a terminare proprio sopra il paese di Scurcola Marsicana. Anche questo sottogruppo non è particolarmente interessante dal punto di vista escursionistico, ma come nel caso del precedente alcuni fenomeni carsici come l’inghiottitoio di Val de Varri sono particolarmente interessanti.

La natura: 

Da un punto di vista botanico tutta l’area dei Carseolani è una zona molto interessante.

Tutta l’area, infatti, è ricoperta per buona parte da fitti boschi la cui caratteristica principale non è costituita tanto dalla rarità delle essenze che li compongono quanto dalla loro estensione.

Anche la possibilità di spaziare, nell’ambito di una sola escursione, tra ambienti botanici molto diversi offre all’escursionista un’ulteriore fonte di interesse. Gli itinerari di più ampio respiro, infatti, partono dalle quote più basse caratterizzate da boschi di querce e carpini e attraversano belle faggete per arrivare alle quote più elevate caratterizzate da pascoli  praterie. Più  meno in tutta l’area, in particolare tra i laghi del Salto e del Turano, sono molto diffusi bei castagneti con esemplari davvero rilevanti.

Molto più triste è il discorso per quel che riguarda la fauna. Solo parte del sottogruppo Navegna - Cervia è oggi protetta da una riserva naturale, ma tutto il resto dell’area compresa tra i due laghi e la totalità delle altre zone sono purtroppo frequentissime da vere e proprie orde di cacciatori. Lo sfruttamento venatorio così intenso unito alle ridotte dimensioni dell’area protetta, tende a vanificare l’esistenza stessa della riserva e rende quantomeno improbabile l’avvistamento di uccelli e mammiferi di una certa taglia.

Molto interessante, invece la fauna più piccola, in particolare, quella costituita da insetti, rettili e anfibi il cui incontro è tutt’altro che raro specialmente nei fontanili e presso i torrenti.

Da segnalare, nell’area tra i due laghi,  la presenza del raro gambero di fiume in molti dei corsi d’acqua presenti.

Le escursioni

Monte Cervia da Collegiove

Il Monte Cervia è un balcone panoramico eccezionale che permette di ammirare gran parte dell’Appennino centrale con poca fatica. Nonostante questo, come tutte le montagne tra i laghi del Salto è del Turano, è pochissimo o nulla frequentato dai flussi escursionistici. L’itinerario proposto è il più rapido tra quelli possibili e permette di salire alla vetta con poca fatica in uno scenario davvero sorprendente.

Monte Midia da Pereto

La salita a Monte Midia (1737 m) da Pereto è un percorso di scoperta che si svolge in un’area quasi completamente ignorata dagli escursionisti e, per questo, offre una grande sensazione di isolamento che si paga, però, con una certa difficoltà di reperimento dei sentieri. In virtù del grande dislivello e della scarsa frequentazione si tratta di un percorso molto vario e affascinante, ma anche piuttosto selettivo.

Monte Navegna da Ascrea

Monte Navegna è la vetta più alta che si eleva tra i due laghi del Salto e del Turano e rappresenta un magnifico punto panoramico dal quale si possono ammirare alcune tra le più importanti catene montuose dell’Appennini Centrale, come il Velino e il Gran sasso.

Monte Padiglione da Verrecchie

Monte Padiglione (1627 m) è un modesto rilievo dei Carseolani appartenente al sottogruppo del Monte Midia e quasi completamente ignorato dagli escursionisti. La sua scarsa frequentazione è dovuta certamente alla modesta altezza, ma anche alla mancanza di qualunque tutela ambientale che rende l’intera catena dei Carseolani poco attraente e ad alto rischi di incontro con orde di cacciatori, fuoristrada, quad e quant’altro possa disturbare e danneggiare l’ambiente. Nonostante tutto, però, il Monte Padiglione rimane una meta ad alto interesse paesaggistico visti gli splendidi panorami che offre e lo splendore del sottostante Pian della Dogana.