Lucretili

Ben visibili da tutta Roma, i Monti Lucretili assieme ai monti Sabini, ai Rufi e ai Prenestini rappresentano la propaggine più occidentale dell'Appennino Laziale.
Tutelati da un parco regionale istituito nel 1989 offrono, a pochi minuti di macchina da Roma, un ambiente sorprendentemente interessante; infatti, anche se aggrediti da strade sterrate e inutili costruzioni quasi ovunque, presentano  aree incredibilmente selvagge popolate da una flora e da una fauna ricca e interessante. 
Si tratta di montagne dall'aspetto dolce, non molto alte e caratterizzate da fitti boschi di faggi e vasti pianori carsici che offrono interessanti possibilità al giovane escursionista.

Coi bambini

I Monti Lucretili sono, complessivamente, adattissimi all'escursionismo giovanile presentando sia al livello paesaggistico sia a quello naturalistico interessanti aspetti di facile individuazione e riconoscimento.

La quota non elevata, la possibilità di escursioni dai dislivelli modesti e il buono stato dei sentieri rendono i Lucretili una meta ideale per famiglie con bambini molto piccoli trasportati nell'apposito zaino o fascia.

I più giovani saranno affascinati dalla presenza degli animali allo stato brado, i più interessati alla natura adoreranno le fioriture di orchidee, le dimensioni di alcuni faggi e l'incontro con l'aquila reale. Solo i bambini più avventurosi e "scavezzacollo" rischieranno di rimanere delusi dalla dolcezza delle montagne e dall'assenza di itinerari particolarmente impegnativi dal punto di vista sportivo.

Monti Lucretili
Geografia: 

I Lucretili sono delimitati in modo abbastanza chiaro. 
La Valle del Corese, percorsa dalla SS Salaria, ne rappresenta il limite settentrionale e li separa dai monti Sabini; a occidente si affacciano sulla pianura Romana; a oriente sono delimitati dal fosso della Mola e dalla valle del Licenza; il confine meridionale è delimitato, infine, dalla valle dell'Aniene.

Si tratta di gruppo montuoso non molto alto, sviluppato prevalentemente in direttrice Nord-Sud e caratterizzato da un orografia piuttosto complessa che spesso pone agli escursionisti meno esperti dei grossi problemi di orientamento.

Partendo da Nord, i Lucretili si innalzano dal paese di Poggio Moiano con una cresta boscosa diretta a Sud che culmina nella Cima Casarene (1191 m) oltre la quale i Lucretili si abbassano decisamente in un'ampia depressione proprio sopra il paese di Orvinio.
La linea di cresta risale brevemente in direzione Sud-Ovest fino ad incontrare la dorsale secondaria del Monte
Serrapopolo (1180 m) proveniente da Scandriglia.
Da
qui, lo spartiacque principale si sposta leggermente, ma in modo netto ad ovest con la cresta del Monte Pellecchia (1369), maggiore elevazione del gruppo, oltre il quale la linea di cresta si abbassa, si allarga e si disperde in una miriade di cocuzzoli e vallecole che formano la parte centrale del massiccio caratterizzata da un'orografia estremamente complessa.
Una linea spartiacque secondaria prosegue, poco marcata, a Sud fino alla cima del
Monte Follettoso (1040 m) oltre il quale termina precipitando verso Vicovaro e la valle dell'Aniene.
La linea spartiacque principale, invece, piega a Sud Ovest superando Monte Guardia (1185 m) e raggiungendo la bella elevazione del Monte
Gennaro (1275 m), visibile da tutta Roma e soprastante il bel altipiano carsico del Pratone.
Superato il Monte
Gennaro la linea spartiacque piega verso Sud-Est e prosegue, poco marcata, fino a raggiungere il Monte Morra (1036 m) oltre il quale digrada con alcune cime secondarie verso San Polo de'Cavalieri, prima, e Tivoli, dopo.

La natura: 

Nonostante l'estensione modesta, il gruppo dei Lucretili presenta differenti tipi di habitat spesso caratterizzati, specialmente nelle zone più basse, da una forte azione umana.

Nelle aree più basse i Lucretili presentano, a seconda del micro-habitat e dell'esposizione del versante una vegetazione tipica della macchia mediterranea, dei boschi di querce e dei boschi di Leccio. Sono diffuse in questa fascia anche alcune piante tipiche dei Lucretili quali l'albero di giuda e lo storace il cui fiore è stato scelto quale simbolo del parco.
Nelle zone più elevate, i Lucretili sono caratterizzati da ampie faggete inframmezzate da pascoli e pianori carsici nei quali è possibile osservare bellissime fioriture di orchidee. In quest'are sono frequenti anche begli esemplari di acero.
Nelle aree sommitali, infine, sono presenti estesi pascoli e aride pietraie che offrono, in primavera, splendide fioriture di narcisi.

Relativamente alla fauna, a dispetto della vicinanza con Roma, della storica pressione venatoria e dell'elevata frequentazione umana, il parco dei Lucretili riserva delle interessanti sorprese all'appassionato, prima tra tutte la presenza stabile dell'aquila reale, facile da osservare nella zona del Monte Pellecchia.
Segnalata più volte la presenza del lupo e in rare occasioni anche dell'Orso. L'incontro con questi grandi mammiferi è, in realtà, piuttosto raro, mentre è facile imbattersi in tracce di lepri, volpi, istrici, tassi e cinghiali se non addirittura incontrarli.
Comune anche l'incontro con rapaci quali il falco pellegrino, la poiana e lo sparviero.
Eccezionale la presenza di interessanti anfibi quali la salamandra dagli occhiali, il tritone crestato e varie specie di rane e raganelle. 
Tutti i Lucretili sono, inoltre, ampiamente frequentati da animali (soprattutto mucche e cavalli) allevati allo stato brado.

Le escursioni

Da Monteflavio a Marcellina (o Palombara)

Il trekking di due giorni da Monteflavio a Marcellina (o a Palombara) che proponiamo permette di attraversare tutta la zona centrale dei Lucretili: il primo giorno l’itinerario si snoda attraverso la bella cresta del Pellechia e le valli intorno al casale Capo di Porco per poi raggiungere i pianori che caratterizzano la zona centrale dei Lucretili dove si pernotta. Il secondo giorno, più riposante, si sale alla vetta del Monte Gennaro per poi scendere, a seconda delle proprie necessità a Prato Favale o a Palombara.

I lagustelli di Percile

I lagustelli di Percile sono due laghetti originatisi a seguito dell’impermeabilizzazione del fondo di due doline. Tutelati in quanto zona umida di importanza internazionale, facilissimi da raggiungere e caratterizzati da un aspetto e da una vegetazione circostante assolutamente insoliti in Appennino, i lagustelli sono una meta ideale per una breve passeggiata prima o dopo pranzo o per un picnic con la famiglia.

Il Casale Capo di Porco

Itinerario tecnicamente semplice, ma di difficile orientamento nella seconda parte. Pur non essendo un itinerario particolarmente interessante per dei bambini, la ricerca e la scoperta del casale abbandonato può rendere la passeggiata piacevole anche per loro.

Il giro dei prati del Gennaro

Il giro del Pratone e di Campo Campitello è una delle escursioni più classiche e frequentate dei monti Lucretili. L’area centrale del gruppo è, infatti, caratterizzati dalla presenza di questi due ampi piani carsici separati un’area di vallecole e crinali fittamente coperti da una splendida faggeta. Ricca di spunti di interesse e terreno di gioco ideale per i bambini, l’escursione proposta rappresenta una delle migliori scelte possibili da proporre a un bambino come prima esperienza di montagna.

Monte Gennaro da Palombara

La via più diretta per salire a Monte Gennaro (1271 m) parte da Palombara e sale ripida e diretta fino a raggiunge la cresta, proprio sotto la torre di Monte Morrone della Croce, per poi raggiungere (tra pietraie e agrifogli) la vetta. Si tratta di un itinerario rapido e non molto faticoso, ma un po’ monotono e decisamente deturpato dagli impianti radiofonici di cima Zappi e dalla relativa strada di servizio.

Monte Gennaro da Prato Favale

Itinerario molto frequentato che permette di salire, con poca fatica ad una delle più interessanti vette dei Lucretili. Si tratta di un bel percorso con poco dislivello che attraverso faggete secolari, ampi pianori ed estese pietraie permette di apprezzare appieno la varietà degli ambienti offerti dai Lucretili.

Monte Gennaro per la "Scarpellata"

Una delle vie più rapide e dirette per salire a Monte Gennaro (1271 m) è quella che da Marcellina sale per la Scarpellata, cuore di una delle due riserve integrali del parco. Si tratta di un itinerario rapido e ripido, interessante per la varietà della vegetazione ma un po’ monotono se non decisamente noioso agli occhi degli escursionisti più giovani.

Monte Pellecchia dalla pineta di Monte Flavio

L’itinerario più breve per salire alla vetta del Pellecchia è un facile percorso vario, panoramico e non faticoso. La massima elevazione dei Lucretili si presta in modo particolare al raggiungimento della prima vetta presentando molti dei caratteri che possono motivare un bambino: la presenza del libro di vetta, la possibilità di avvistare l’aquila e, non ultimo, il panorama vertiginoso sul sottostante fosso di Castiglione che da il senso di una vera e propria conquista. Come tutti gli itinerari dei Lucretili non va percorso in giornate troppo calde; meglio in primavera/autunno o addirittura in inverno, con poca neve.

Monte Pellecchia dalle Pratelle

La lunga, ma facile, passeggiata che dalle Pratelle conduce ala vetta del Pellecchia, massima elevazione dei Monti Lucretili, è una gradevole escursione che attraversa alcune delle zone meno frequentate del gruppo. Si tratta di luoghi che, negli anni, hanno subito notevoli modifiche antropiche e che oggi, abbandonati a loro stessi stanno riacquistando un aspetto selvaggio e isolato nonostante le numerose strade sterrate che si inerpicano un po’ ovunque.

Monte Serrapopolo da Scandriglia

L’escursione che da Scandriglia porta alla vetta del Monte Serrapopolo passando per il convento abbandonato di San Nicola e la lunga cresta è, probabilmente, una delle escursioni più interessanti dell’intero gruppo dei Lucretili. Il suo fascino, in grado di ammaliare sia i bambini sia gli adulti, è dovuto principalmente alla varietà degli ambienti attraversati (dalle rovine del convento, ai fitti boschi, ai pascoli), ma anche alla bellezza del panorama che si gode dalla vetta.

Pratone del Gennaro da Castiglione

La salita al Pratone dalle rovine di Castiglione è un itinerario lungo e poco frequentato. Si tratta di un’escursione alquanto varia che può facilmente essere prolungata con la salita alla vetta del Gennaro. Anche se molto semplice, il percorso non deve essere sottovalutato a causa del dislivello in salita, tutt'altro che trascurabile.