Gran Sasso d'Italia

Il Gran Sasso rappresenta una meta quasi obbligata per qualunque escursionista che frequenti le montagna dell'Appennino.

Unico massiccio dell'Appennino centrale ad offrire un certo numero di rifugi e bivacchi, permette di spaziare da facili itinerari con poco dislivello e percorribili in poche ore a trekking di più giorni e itinerari alpinistici di tutto rispetto.

Praticamente tutte le vette più elevate hanno un aspetto dolomitico con pareti vertiginose e spettacolari creste rocciose che ne fanno la meta alpinistica più frequentata dell'intero Appennino. 

Coi bambini

Il Gran Sasso, grazie al suo aspetto dolomitico e alla facilità con cui si possono osservare piante e animali interessanti esercita su qualunque bambino un fascino unico e indiscutibile. 

La varietà degli ambienti permette di pianificare escursioni adatte a tutti i gusti: dalle vie alpinistiche sulle vette più alte, alle passeggiate naturalistiche alla ricerca di camosci e stelle alpine fino all'esplorazione di antiche rovine o di vecchie cave di lignite.

Geografia: 

A dispetto della sua importanza alpinistica e pur essendo il massiccio più alto dell'intero Appennino, il Gran sasso d'Italia non fa parte dello spartiacque appenninico principale dato che le acque di tutti i suoi versanti confluiscono verso il mare Adriatico. Curiosamente, inoltre, tutte le vette principali si trovano su dorsali secondarie del gruppo.

Delimitato a Nord dalle colline e dalle pianure che conducono all'Adriatico, a sud dalla conca aquilana e dalla valle dell'Aterno, a Est dalla valle dell'Aterno-Pescara nel suo tratto più incassato e a Ovest dal lago di Campotosto si tratta di un massiccio dall'orografia piuttosto semplice con andamento prevalente Est-Ovest.

Procedendo da Ovest verso Est, il massiccio ha inizio al Passo delle Capannelle (1300 m) che lo separa dai Monti della Laga dei quali rappresenta la logica prosecuzione.
Dal passo il crinale si innalza rapidamente alla vetta di Monte San Franco (2132 m). La cresta prosegue lunghissima, verso oriente, supera le le cime di Monte Ienca (2208 m) e Pizzo di Camarda (2332 m) e prosegue fino a Pizzo Cefalone (2533 m) tramite la bella Cresta delle Malecoste (la cui vetta massima è a 2444 m).
Superato Pizzo Cefalone, sempre con orientamento prevalente Est/Ovest il crinale principale forma l'arrotondata vetta di Monte Portella (2422 m), piega a Nord Est raggiunge Monte Aquila (2494 m) e si abbassa, nuovamente con orientamento Est-Ovest fino al Vado di Corno (1924 m).

Dal vado la cresta, integralmente percorsa dal bel sentiero attrezzato del Centenario, si rialza a formare l'elevazione del Monte Brancastello (2385 m) e prosegue torreggiante su Campo Imperatore fino al Monte Prena (2561 m) e a Monte Camicia (2564 m) dal quale scende fino a terminare nel Vallone d'Angora.

Dal crinale appena descritto, verso nord, si dipartono alcuni crinali secondari sui quali si concentrano le vette più alte. Sempre procedendo da Ovest verso Est:
Dalla Cima di Malecoste un crinale Erboso diretto a Nord Conduce alla bellissima elevazione del Monte Corvo (2623 m) caratterizzato da una bella cresta  parallela al crinale principale dal quale è separata dalla valle del Chiarino. 
Poco oltre lungo il crinale principale, in corrispondenza di Pizzo Cefalone, si diparte un altro crinale diretto a nord Che sale al panoramico Pizzo d'Intermesoli (2635 m).
Da Monte Aquila, infine si dirama la dorsale che sale alle maggiori elevazioni del gruppo: Corno Grande (2912 m) e Corno Piccolo (2655 m).

Un discorso a parte merita il crinale, meridionale rispetto a quello descritto, che partendo dal Monte Portella raggiunge i Monti della Scindarella (2233 m) e forma la lunga serie di dossi erbosi e poco marcati che formano il limite meridionale di Campo Imperatore. A dispetto del suo aspetto poco vistoso, infatti, è questo il reale spartiacque  del Gruppo dato che le acque di Campo Imperatore confluiscono, tramite il Vallone d'Angora direttamente sul versante Adriatico. Il crinale prosegue lungo tutto Campo Imperatore fino al vallone d'Angora, dal quale va lungamente digradando in direzione di Popoli. 

La natura: 

Il territorio del Gran Sasso è stato storicamente teatro di veri e propri stermini tanto che da cento anni a questa parte tutti i grossi mammiferi erano considerati estinti nel territorio del Gran Sasso e della vicina Laga.

Fortunatamente, grazie programmi di reintroduzione avviati a partire dagli anni '90, oggi nel territorio del Gran sasso sono presenti alcune centinaia di Camosci e alcuni esemplari di Cervo.

Non altrettanta fortuna hanno avuto gli orsi, tutt'oggi quasi assenti se non per qualche raro esemplare di passaggio e i lupi che seppure numericamente più presenti continuano ad essere oggetto di ingiustificate persecuzioni.

Tra gli uccelli vanno segnalati l'aquila reale e il grifone piuttosto frequenti e facili da osservare viste le considerevoli dimensioni.

Tra i rettili un posto d'onore merita la splendida vipera Ursini, purtroppo sempre più rara e difficile da osservare.

Le escursioni

Cima delle Malecoste da Campo Imperatore

La cresta delle Malecoste, ben visibile da buona parte dell’aquilano, è il tratto dello spartiacque principale del Gran Sasso compreso tra l'omonima Cima delle Malecoste e Pizzo Cefalone. Si tratta di una lunga e aerea dorsale che precipita ripidissima verso Assergi da un lato e che offre splendide vedute sulla Valle Venacquaro dall’atro. Percorrere la cresta è un’esperienza di sicuro interesse grazie soprattutto ai bei panorami e alla scarsa frequentazione della parte finale della cresta. Le difficoltà del tratto compreso tra Pizzo Cefalone e Cima Giovanni Paolo II rendono, tuttavia, l’escursione alquanto selettiva e consigliata solo a escursionisti molto esperti.

Corno Piccolo per la via Danesi

Bellissima salita che tramite una breve via ferrata permette di salire alla più aerea tra le vette del Gran Sasso. Si tratta di un itinerario difficile che richiede assoluta assenza di vertigini, fermezza di piede e padronanza nell'utilizzo dell’attrezzatura da via ferrata. Da percorrere solo con bambini fortemente motivati, allenati ed esperti più alti di 1,30 m.

La Madonnina per l'Arapietra

Nel caso in cui la telecabina dei Prati di Tivo sia chiusa è preferibile raggiungere la Madonnina per questo itinerario che percorre la bella cresta dell'Arapietra anziché salire direttamente dai Prati di Tivo. I panorami sono molto belli e l’itinerario non è faticoso, ma di solito i bambini non ne sono entusiasti.

Monte Camicia da Fonte Vetica

Monte Camicia, la più orientale delle grandi vette del Gran sasso, è una montagna splendida che regala sempre grandi emozioni a chi decide di visitarla. I motivi di interesse sono molteplici: da quelli floro-faunistici (è qui che si trovano le stelle alpine e la rara Vipera ursinii) a quelli paesaggistici caratterizzati dalla forte dicotomia dei versanti settentrionale e meridionale della montagna: ripido e pietroso il secondo e assolutamente verticale il primo con le sue incredibili pareti alte oltre 1000 m e larghe circa 2 km, le più impressionanti dell’intero Appennino.

Monte Portella

L’anello di Monte Portella è una facile e panoramica escursione, ideale per i bambini e per ricominciare a muoversi dopo un prolungato periodo di pausa. L’itinerario, che non risulta mai faticoso e non presenta alcun problema di orientamento, passa, circa a metà, dal rifugio Duca degli Abruzzi permettendo, quindi, anche una interessante “pausa pranzo”.

Monte Prena per la via normale

Il Monte Prena, dall’aspetto lunare e dolomitico, è una delle vette più affascinanti del Gran Sasso. Quella proposta è la via normale di salita da Campo Imperatore per il Vado di Ferruccio. Offre numerosissime attrattive per i bambini e i ragazzi, ma rappresenta un itinerario piuttosto duro riservato a ragazzi (e adulti) allenati ed esperti.

Pizzo d’Intermesoli da Campo Imperatore

Pizzo d’Intermesoli è un’aerea vetta posta tra il sottogruppo del Corno Grande a Est e il Monte Corvo a Ovest. La sua posizione è assolutamente straordinaria e la rende una delle vette più panoramiche dell’intero Gruppo del Gran sasso dalla quale, in giornate particolarmente limpide, è possibile vedere sia il Mar Adriatico sia il Mar Tirreno. Il percorso per raggiungere la vetta da Campo Imperatore non è difficile, ma è lungo e presenta dei tratti ripidi e decisamente faticosi, ma la bellezza dei paesaggi ripagherà ampiamente ogni sforzo.

Torri di Casanova per la via Familiari

Le Torri di Casanova sono una serie di elevazioni che rappresenta l’estrema propaggine occidentale delle rocce che costituiscono la parte sommitale della dorsale del Monte Prena. La salita per la via Familiari è un bel percorso alpinistico che conduce ad una tra le vette più snobbate del Gran Sasso. Solitamente raggiunta solo da chi percorre il sentiero del centenario, merita di essere considerata come meta principale di un itinerario in particolare se si vuole accompagnare un bambino lungo una via alpinistica lunga, ma ancora fattibile.