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Si tratta di itinerari che si svolgono su sentieri e su  tracce a quote anche piuttosto elevate e su terreni di vario genere. Possono presentare tratti esposti su pendii erbosi, pietraie anche con neve residua.

Possono presentare tratti non evidenti , quindi, richiedono un buon senso dell'orientamento unito a una buona conoscenza della montagna, attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se percorsi con i bambini può, occasionalmente, essere necessario disporre di attrezzature specifiche (corda, imbracatura ecc.)

Monte Nuria dal lago di Cornino

I monti Nuria e Nurietta sono due punti panoramici assolutamente eccezionali per raggiungere i quali si passa attraverso una grande varietà di ambienti e rappresentano, quindi, una meta eccellente per una facile escursione. Il percorso proposto, facile ma non brevissimo, passa attraverso il bel piano di Cornino con il suo laghetto in stile alpino, risale le pendici del Nurietta attraverso fitte faggete e, infine, raggiunge le due vette attraversando uno splendido altipiano fortemente segnato dal carsismo.

Monte Ginepro

Monte Ginepro, il più basso dei 2000 degli Ernici, è un meta considerata di secondaria importanza che riesce, tuttavia, a regalare interessantissime sorprese all’escursionista disposto a scostarsi un po’ dalle rotte più battute. L’anello proposto è un percorso poco frequentato ed estremamente vario che si svolge su sentieri poco battuti, ma molto evidenti e che attraversa innumerevoli ambienti diversi offrendo una buona panoramica della varietà che caratterizza gli Ernici.

Il tracciolino di Annibale e Pizzo di Sevo

Il tracciolino di Annibale è uno dei percorsi più affascinanti dell’intero Appennino. Il motivo principale del suo interesse non risiede nella bellezza dei panorami e degli ambienti attraversati (pur eccezionali) e neppure è da cercare negli aspetti naturalistici (tutt'altro che trascurabili), ma è nascosto nel nome stesso del percorso; secondo la leggenda, infatti, è attraverso questo accidentato percorso che il grande condottiero cartaginese, non potendo passare per il più comodo ma ostile fondovalle, condusse le sue truppe dalla vittoria del Trasimeno a quella, ancor più grande, di Canne.

Monte Camicia da Fonte Vetica

Monte Camicia, la più orientale delle grandi vette del Gran sasso, è una montagna splendida che regala sempre grandi emozioni a chi decide di visitarla. I motivi di interesse sono molteplici: da quelli floro-faunistici (è qui che si trovano le stelle alpine e la rara Vipera ursinii) a quelli paesaggistici caratterizzati dalla forte dicotomia dei versanti settentrionale e meridionale della montagna: ripido e pietroso il secondo e assolutamente verticale il primo con le sue incredibili pareti alte oltre 1000 m e larghe circa 2 km, le più impressionanti dell’intero Appennino.

Valle delle cento cascate

La valle dell’Acero è una delle mete più note del gruppo della Laga che deve la sua popolarità all’incredibile abbondanza d’acqua che, sgorgando da innumerevoli sorgenti sotto il Monte Gorzano precipita giù in innumerevoli torrenti che formano centinaia di splendide cascate. Si tratta di un’escursione facile e remunerativa che entusiasmerà adulti e bambini.

Monte Tarino dalla SS. Trinità

Monte Tarino e monte Tarinello sono, probabilmente, le due vette più affascinanti dell’intero gruppo dei Simbruini. Situate quasi al confine con i più elevati monti Ernici, regalano splendidi panorami e offrono numerose possibilità all’escursionista. Quello proposto è un piccolo anello che può essere percorso in entrambi i versi e permette di attraversare, con un’unica escursione, sia gli ambienti scoperti e ventosi della cresta sia le estese faggete e gli ampi pianori che caratterizzano il versante settentrionale.

Monte Croce di Capreo

L’anello che sale alla Croce di Capreo lungo la cresta Nord Ovest per discendere lungo la valle del Rapiglio è una splendida escursione che attraversa alcune delle zone più affascinanti dei Lepini. Si tratta di un percorso vario e non molto faticoso anche se non breve e con un dislivello in salita non trascurabile.

Pratone del Gennaro da Castiglione

La salita al Pratone dalle rovine di Castiglione è un itinerario lungo e poco frequentato. Si tratta di un’escursione alquanto varia che può facilmente essere prolungata con la salita alla vetta del Gennaro. Anche se molto semplice, il percorso non deve essere sottovalutato a causa del dislivello in salita, tutt'altro che trascurabile.

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