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Si tratta di itinerari che si svolgono su sentieri e su  tracce a quote anche piuttosto elevate e su terreni di vario genere. Possono presentare tratti esposti su pendii erbosi, pietraie anche con neve residua.

Possono presentare tratti non evidenti , quindi, richiedono un buon senso dell'orientamento unito a una buona conoscenza della montagna, attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se percorsi con i bambini può, occasionalmente, essere necessario disporre di attrezzature specifiche (corda, imbracatura ecc.)

Monte Meta

Monte Meta (2242 m slm), posto al confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, è una meta escursionistica eccezionale. L’itinerario proposto si svolge in un ambiente naturale di prim’ordine dove non è impossibile imbattersi in lupi, orsi, cervi e camosci e dove le tracce del passato agropastorale della zona sono numerose e frequenti.

Monte Cotento e Monte Tarino da Campo Staffi

Monte Cotento, con i suoi 2015 m slm, è la massima elevazione dei Monti Simbruini e il più raggiungibile tra i 2000 dell’Appennino. Pur trovandosi in una zona devastata dalla costruzione di svariati impianti sciistici ed edifici vari, la salita alla vetta del Cotento offre la possibilità di una gradevole e remunerativa escursione che regala scorci di rara bellezza e panorami mozzafiato. Se poi, come nell'itinerario proposto, si sale anche al vicino Monte Tarino si ottiene un escursione varia e assolutamente eccezionale.

Cimata di Puzzillo

Cimata di Puzzillo è la prima vetta della Cimata di Pezza, la lunga cresta che dal Rifugio Sebastiani arriva a Monte Rotondo, sopra l’Altipiano delle Rocche. Si tratta di una vetta secondaria e quasi ignorata dagli escursionisti se si eccettuano i collezionisti di 2000 e coloro che, dormendo al rifugio, vogliono raggiungere un vicino punto panoramico. Tale mancanza di considerazione è un vero peccato perché il lungo tratto di cresta compreso tra il rifugio e l’inizio degli impianti sciistici è insospettabilmente selvaggio e panoramico. L’escursione proposta percorre proprio questo tratto di cresta e può essere completato con la salita al Costone e, ovviamente, una sosta con pranzo al rifugio.

Monte Gennaro per la "Scarpellata"

Una delle vie più rapide e dirette per salire a Monte Gennaro (1271 m) è quella che da Marcellina sale per la Scarpellata, cuore di una delle due riserve integrali del parco. Si tratta di un itinerario rapido e ripido, interessante per la varietà della vegetazione ma un po’ monotono se non decisamente noioso agli occhi degli escursionisti più giovani.

Monte Pellecchia dalle Pratelle

La lunga, ma facile, passeggiata che dalle Pratelle conduce ala vetta del Pellecchia, massima elevazione dei Monti Lucretili, è una gradevole escursione che attraversa alcune delle zone meno frequentate del gruppo. Si tratta di luoghi che, negli anni, hanno subito notevoli modifiche antropiche e che oggi, abbandonati a loro stessi stanno riacquistando un aspetto selvaggio e isolato nonostante le numerose strade sterrate che si inerpicano un po’ ovunque.

Monte Tancia

Monte Tancia rappresenta la massima elevazione raggiunta dai Monti Sabini e può essere raggiunto con un facile e interessante percorso che attraversa un gran numero di ambienti ed è adatto anche ai più piccoli.

Rifugio "La Vecchia"

Il rifugio “La Vecchia” è sicuramente il bivacco più carino che conosciamo. Situato in posizione panoramicissima, circa a metà della lunga cresta che da Rovere porta al Sirente, può essere raggiunto (senza tanta fatica) con una gradevole passeggiata, ideale per i bambini che si stanno avvicinando alla montagna.

Monte Padiglione da Verrecchie

Monte Padiglione (1627 m) è un modesto rilievo dei Carseolani appartenente al sottogruppo del Monte Midia e quasi completamente ignorato dagli escursionisti. La sua scarsa frequentazione è dovuta certamente alla modesta altezza, ma anche alla mancanza di qualunque tutela ambientale che rende l’intera catena dei Carseolani poco attraente e ad alto rischi di incontro con orde di cacciatori, fuoristrada, quad e quant’altro possa disturbare e danneggiare l’ambiente. Nonostante tutto, però, il Monte Padiglione rimane una meta ad alto interesse paesaggistico visti gli splendidi panorami che offre e lo splendore del sottostante Pian della Dogana.

Serra Rocca Chiarano

Appena al di fuori dei confini del PNALM, a est del Marsicano e a nord del lago di Barrea, è la lunga dorsale della Serra Rocca Chiarano, quasi ignorata dai flussi escursionistici che prediligono il vicino e più alto Monte Greco. È un peccato perché si tratta di una montagna estremamente panoramica che può riservare grandi sorprese. Quello proposto è un percorso ad anello, non brevissimo, che permette di percorrerne quasi integralmente la dorsale.

Monte Tuonaco da Formia

Gradevole escursione che, partendo direttamente da Formia, conduce alla vetta di monte Tuonaco (1176 m). Non eccessivamente faticoso, nonostante il dislivello tutt'altro che trascurabile, è un itinerario lungo e solitario, molto vario che permette di ammirare alcune delle zone più aride e lunari degli Aurunci. Ideale dall'autunno alla primavera, è un percorso da evitare nei periodi più caldi.

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