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Si tratta di itinerari che possono presentare tratti di arrampicata facile su roccia e superamento di pendii nevosi anche con esposizioni notevoli.

I terreni attraversati possono essere infidi e molto vari e gli itinerari sono spesso piuttosto faticosi.

Richiedono un ottimo senso dell'orientamento e una profonda conoscenza della montagna uniti ad un passo sicuro e assenza di vertigini.

Se percorsi con i bambini richiedono frequentemente attrezzature specifiche (corde, imbracature, ecc.) per assicurare i più piccoli e una buona conoscenza del loro utilizzo.

Mirador Hoyo Verde

Il Barranco de Hoyo Verde è una stretta forra incassata tra le pareti che scendono da Roque de los Muchachos. L’escursione proposta permette  di raggiungere la base di questa forra regalando al visitatore ambienti incontaminati e panorami mozzafiato in stile alpino.

Monte Forte e Fossa Juanna

L’anello di Monte Forte e fossa Juanna è una spettacolare escursione nel cuore degli Aurunci che attraversa alcune zone di selvaggia bellezza in grado di garantire un senso di isolamento raro in Appennino. Per i più agguerriti camminatori, inoltre, è possibile percorrere una variante che porta in vetta a Monte Petrella, massima elevazione del gruppo.

Monte Acquaviva dal rifugio Pomilio

Monte Acquaviva con i suoi 2737 m slm è la seconda elevazione della Majella, ma non è la sua quota a renderlo interessante. Quello che realmente affascina il fortunato escursionista che lo raggiunge è il senso di selvaggio che si prova, è l’aspetto lunare delle sue parti sommitali, è la varietà incredibile degli ambienti che si attraversano per raggiungerlo, sono i profondi canyon che ne solcano le pendici e sono anche le decine di camosci che si rincorrono sui suoi pendii e le aquile che volteggiano sul suo cielo. Quello che affascina del Monte Acquaviva, in definitiva, è la sua ricchissima complessità, da qualunque parte lo si guardi.

Pizzo d’Intermesoli da Campo Imperatore

Pizzo d’Intermesoli è un’aerea vetta posta tra il sottogruppo del Corno Grande a Est e il Monte Corvo a Ovest. La sua posizione è assolutamente straordinaria e la rende una delle vette più panoramiche dell’intero Gruppo del Gran sasso dalla quale, in giornate particolarmente limpide, è possibile vedere sia il Mar Adriatico sia il Mar Tirreno. Il percorso per raggiungere la vetta da Campo Imperatore non è difficile, ma è lungo e presenta dei tratti ripidi e decisamente faticosi, ma la bellezza dei paesaggi ripagherà ampiamente ogni sforzo.

Le Caciare della Montagna dei Fiori

La Montagna dei Fiori è caratterizzata dalla presenza di innumerevoli capanne in pietra denominate “Caciare”. Si tratta di un’architettura pastorale ben inserita nel contesto naturale e tipica di questa montagna che trova le sue origini nella lontana Puglia grazie all’antica pratica della transumanza. Le caciare sono talmente interessanti da far passare in secondo piano l’ambiente e i panorami che la montagna ha da offrire nonostante entrambi siano assolutamente eccezionali: per questo motivo proponiamo un percorso ad anello che non tocca alcuna vetta ma permette di vedere un gran numero di capanne.

Monte Midia da Pereto

La salita a Monte Midia (1737 m) da Pereto è un percorso di scoperta che si svolge in un’area quasi completamente ignorata dagli escursionisti e, per questo, offre una grande sensazione di isolamento che si paga, però, con una certa difficoltà di reperimento dei sentieri. In virtù del grande dislivello e della scarsa frequentazione si tratta di un percorso molto vario e affascinante, ma anche piuttosto selettivo.

Da Bressanone a Carezza

Facciamo una digressione in alto Adige per proporre un trekking di sei giorni attraverso alcuni dei più noti gruppi dolomitici. L’itinerario proposto ricalca quello dell’alta via numero 2 dalle Odle al Sella per poi spostarsi sul Sassolungo e sul catinaccio. Un trekking fattibile anche con i bambini purché ben allenati e abituati a camminare in montagna e ad affrontare tratti esposti.

Monte Circeo da Torre Paola

Spettacolare! Della salita alla vetta del Monte Circeo, si può dire solo questo. Siamo a quote basse, bassissime: con i suoi 541 metri slm, il Circeo è (in realtà) una collina; eppure i panorami che regala e le difficoltà della salita non hanno nulla da invidiare alle montagne dell’intero Appennino.

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