Decalogo dell'accompagnatore

Un bambino ben motivato, anche se molto piccolo, sarà un camminatore instancabile.
Un bambino non motivato vivrà ogni singolo passo come una vera e propria tortura e riuscirà con lamentele e discussioni interminabili a farvi perdere la pazienza e a farvi rimpiangere di essere andati in montagna.

Ecco, quindi, un decalogo di regole per l'accompagnatore non inviolabili (ad esclusione della prima), ma utili a motivare (nel tempo) un bambino e a fare in modo che si diverta, permettendo anche a voi di godervi le escursioni.

1. Anteponi sempre la sicurezza dei bambini a tutto il resto: rinunciare a una salita per far riposare un bambino stanco garantisce sicurezza e divertimento e vi permetterà di riprovarci (probabilmente sarà proprio il bambino a chiederlo). Forzare un bambino ad affrontare sforzi e difficoltà superiori alle sue possibilità lo espone a grandi rischi e, nel migliore dei casi, gli farà odiare la montagna. Il discorso, ovviamente, peggiora se affrontate con i bambini percorsi al limite delle vostre possibilità; evitate sempre di creare o di cacciarvi in situazioni pericolose.

2. Procedi per gradi: la prima impressione è quella che conta e se è vero che una prima esperienza non esaltante può esser facilmente compensata dalle successive è altrettanto vero che un trauma iniziale è ben più difficile da superare. All’inizio soprattutto, quindi, è bene far provare un po’ di tutto, ma sempre in piccole dosi e senza introdurre difficoltà al di fuori della portata dei bambini.

3. Conosci i bambini che accompagni: ogni bambino è diverso dall’altro e, esattamente come gli adulti, ha inclinazioni e interessi individuali che influenzeranno profondamente il suo rapporto con la montagna.
Allo stesso modo ciascun bambino ha una capacità di sopportazione della fatica e delle privazioni che dipende da numerosi fattori e non è possibile prevedere in modo banale, ma è fondamentale conoscere se si vogliono affrontare itinerari un po' più impegnativi.
Conoscere i singoli bambini è necessario, quindi, per garantire il livello minimo di sicurezza delle escursioni e aiuta a capirli e a progettare le passeggiate migliori e i possibili divertimenti.
Specialmente all’inizio, però, non è facile sapere cosa piace a ciascun bambino della montagna. È opportuno, quindi, iniziare facendogli provare un po’ di tutto senza fossilizzarsi su quello che secondo noi gli dovrebbe piacere.

4. Pensa al divertimento e non al raggiungimento degli obiettivi prefissati; sii pronto a cogliere opportunità di gioco inaspettate. Il divertimento è secondo solo alla sicurezza e anche se potrà dispiacervi è meglio non raggiungere la vetta tanto ambita, ma permettere a un bambino incuriosito di rimanere a guardare quelle buffe formiche: gli rimarrà un ricordo più piacevole e a quella cima ci tornerà.

5. Rispetta le esigenze dei bambini: i bambini hanno tempistiche ed esigenze differenti da quelle degli adulti. È importante adeguarsi a tali esigenze per rendere l’esperienza del bambino il più gradevole possibile. In particolare bisogna sempre tener presente che i bambini hanno bisogno di soste più frequenti di un adulto e in montagna bevono tantissimo.

6. Scegli attentamente il percorso: oltre alle normali regole di chi va in montagna occorre prestare particolare attenzione alla scelta dell’itinerario che deve essere effettuata in base alle capacità e agli interessi dei più piccoli.

7. Non mentire ai bambini. Forse l’errore più comune è quello di nascondere la verità ai bambini. Mentire a un bambino che chiede quanto manca serve solo a fargli perdere la fiducia in voi. Se gli dite di essere quasi arrivati e dopo due ore sta ancora camminando lo capirà benissimo che lo avete preso in giro: è piccolo mica cretino! Molto meglio dirgli la verità e magari fargli vedere la cartina per fargli sapere cosa lo aspetta: lo studio delle cartine è di per se una sfida entusiasmante.

8. Aiuta i bambini, ma non troppo: i bambini possono avere bisogno di aiuto anche su passaggi per noi banali, ma per loro, molto più bassi, piuttosto complicati. Siate pronti ad aiutarli anche dove non ve lo aspettate senza togliergli, però la sensazione di aver fatto da soli qualcosa di veramente eroico.

9. Sii paziente: i bambini spesso si fermano ad osservare cose per gli adulti assolutamente normali, hanno sete in continuazione, fanno pipì altrettanto spesso e frequentemente hanno gusti alimentari di difficile soddisfazione. Siate pazienti e scherzateci su: il ricordo che porteranno con se sarà quello di una passeggiata scherzosa e divertente piuttosto che di una terrificante marcia forzata. Inutile dire che punire un bambino perché non rispetta i tempi di marcia, fa troppe soste o stupidaggini simili servirà solo a fargli odiare la montagna.

10. Imponiti se necessario, ma spiega il perché. Non dimenticate mai che gli adulti siete voi, la responsabilità è vostra e i bambini dipendono da voi. Prendete voi le decisioni, ma spiegatene le motivazioni specialmente se non sono condivise dai bambini. Questo non solo gli renderà più facile adeguarsi alle scelte non condivise, ma col tempo contribuirà a creare quel senso critico e quell’esperienza necessari ad affrontare le difficoltà della montagna e, più in generale, della vita.