Capo Pezza

Capo Pezza è una tra le vette meno note dell’intero gruppo del Velino. Questo disinteresse è difficile da capire perché, tra le vette che fanno parte della lunga cresta che da Punta Trento arriva al Monte Magnola è probabilmente la cima che offre il panorama più interessante: non si tratta, certo, degli ampi panorami che offrono l'Orsello o il Velino stesso, ma Capo Pezza rappresenta il miglior balcone sulla splendida e selvaggia val Majelama.

Lago Vivo

Il Lago Vivo è uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un luogo di rara bellezza: un bel laghetto incastonato tra faggete sterminate ai piedi di alcune delle più selvagge montagne dell’intero Appennino. Quello che proponiamo è l’anello classico con salita dalla valle dell’Inferno e discesa tra i boschi sopra la valle del Rio Torto e il Lago della Montagna Spaccata.

Monte Acquaviva dal rifugio Pomilio

Monte Acquaviva con i suoi 2737 m slm è la seconda elevazione della Majella, ma non è la sua quota a renderlo interessante. Quello che realmente affascina il fortunato escursionista che lo raggiunge è il senso di selvaggio che si prova, è l’aspetto lunare delle sue parti sommitali, è la varietà incredibile degli ambienti che si attraversano per raggiungerlo, sono i profondi canyon che ne solcano le pendici e sono anche le decine di camosci che si rincorrono sui suoi pendii e le aquile che volteggiano sul suo cielo. Quello che affascina del Monte Acquaviva, in definitiva, è la sua ricchissima complessità, da qualunque parte lo si guardi.

Pizzo d’Intermesoli da Campo Imperatore

Pizzo d’Intermesoli è un’aerea vetta posta tra il sottogruppo del Corno Grande a Est e il Monte Corvo a Ovest. La sua posizione è assolutamente straordinaria e la rende una delle vette più panoramiche dell’intero Gruppo del Gran sasso dalla quale, in giornate particolarmente limpide, è possibile vedere sia il Mar Adriatico sia il Mar Tirreno. Il percorso per raggiungere la vetta da Campo Imperatore non è difficile, ma è lungo e presenta dei tratti ripidi e decisamente faticosi, ma la bellezza dei paesaggi ripagherà ampiamente ogni sforzo.

Monte Meta

Monte Meta (2242 m slm), posto al confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, è una meta escursionistica eccezionale. L’itinerario proposto si svolge in un ambiente naturale di prim’ordine dove non è impossibile imbattersi in lupi, orsi, cervi e camosci e dove le tracce del passato agropastorale della zona sono numerose e frequenti.

Le Caciare della Montagna dei Fiori

La Montagna dei Fiori è caratterizzata dalla presenza di innumerevoli capanne in pietra denominate “Caciare”. Si tratta di un’architettura pastorale ben inserita nel contesto naturale e tipica di questa montagna che trova le sue origini nella lontana Puglia grazie all’antica pratica della transumanza. Le caciare sono talmente interessanti da far passare in secondo piano l’ambiente e i panorami che la montagna ha da offrire nonostante entrambi siano assolutamente eccezionali: per questo motivo proponiamo un percorso ad anello che non tocca alcuna vetta ma permette di vedere un gran numero di capanne.

Monte Cotento e Monte Tarino da Campo Staffi

Monte Cotento, con i suoi 2015 m slm, è la massima elevazione dei Monti Simbruini e il più raggiungibile tra i 2000 dell’Appennino. Pur trovandosi in una zona devastata dalla costruzione di svariati impianti sciistici ed edifici vari, la salita alla vetta del Cotento offre la possibilità di una gradevole e remunerativa escursione che regala scorci di rara bellezza e panorami mozzafiato. Se poi, come nell'itinerario proposto, si sale anche al vicino Monte Tarino si ottiene un escursione varia e assolutamente eccezionale.

Monte Midia da Pereto

La salita a Monte Midia (1737 m) da Pereto è un percorso di scoperta che si svolge in un’area quasi completamente ignorata dagli escursionisti e, per questo, offre una grande sensazione di isolamento che si paga, però, con una certa difficoltà di reperimento dei sentieri. In virtù del grande dislivello e della scarsa frequentazione si tratta di un percorso molto vario e affascinante, ma anche piuttosto selettivo.

L'orientamento della carta

Saper orientare correttamente una carta è fondamentale sia perché è alla base di tutte le successive operazioni cartografiche sia perché una buona carta ben orientata in un luogo a noi sconosciuto ci permette di dare un nome a ciò che ci circonda. In questo articolo, quindi, vediamo come effettuare questa importante operazione.

Cimata di Puzzillo

Cimata di Puzzillo è la prima vetta della Cimata di Pezza, la lunga cresta che dal Rifugio Sebastiani arriva a Monte Rotondo, sopra l’Altipiano delle Rocche. Si tratta di una vetta secondaria e quasi ignorata dagli escursionisti se si eccettuano i collezionisti di 2000 e coloro che, dormendo al rifugio, vogliono raggiungere un vicino punto panoramico. Tale mancanza di considerazione è un vero peccato perché il lungo tratto di cresta compreso tra il rifugio e l’inizio degli impianti sciistici è insospettabilmente selvaggio e panoramico. L’escursione proposta percorre proprio questo tratto di cresta e può essere completato con la salita al Costone e, ovviamente, una sosta con pranzo al rifugio.

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